Agorafobia Studio Psiché Milano Dr. F. Minore

SONO DELUSO (DA TUTTO E TUTTI!)

Ti è capitato di pensare “sono deluso da tutto e tutti!”? Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché, con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo vogliamo approfondire il tema della delusione con l’ausilio di alcuni casi esemplificativi per comprenderne gli effetti psicofisici e capire come superarla.

sono deluso - studio psiché

Sono deluso – le implicazioni

La delusione si manifesta attraverso sentimenti quali la tristezza, l’impotenza, il senso di vuoto, l’apatia (che rende insensibili rispetto alle emozioni), l’anedonia, ossia la mancanza di motivazione e piacere nel fare le cose, l’astenia (mancanza di forza), l’iposonnia, l’inappetenza, l’abulia (la mancanza di volontà), la diminuzione dell’autostima e la depressione “reattiva” (in quanto provocata da agenti esterni). A livello fisico può implicare l’insorgenza di una serie di disturbi psicosomatici, vale a dire disturbi organici di origine psicologica (cefalee, dolori articolari, gastriti, coliti) mediante cui il soma esprime il disagio e le emozioni negative connesse allo stato delusivo. A livello chimico lo scompenso generato dalla delusione è responsabili di una diminuzione nella produzione di alcuni neuromodulatori quali la dopamina, la serotonina e le endorfine. In una parola l’organismo subisce l’effetto dello stato di malessere.

La delusione si manifesta sotto svariate forme, analizziamo le più comuni e capiamo come uscirne.

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Sono deluso – il disincanto

Antonio non mi guarda mentre racconta. La sua voce è spenta, a tratti rotta dalla commozione, lo sguardo è basso o vacuo, le spalle sono ricurve e molli quasi fosse un sacco vuoto difficile per se stesso da trascinare. “Non posso accettare che lei sia cambiata così tanto. Il lavoro all’estero ci ha tenuti lontani per tanto tempo. Sembra ci siamo persi. Senza accorgercene. Ed ora l’ideale in cui da sempre credo dell’unione perfetta, quello stesso che credevo lei condividesse, si è infranto.” Trascinando nello schianto Antonio a cui resta ora un’acuta delusione che non riesce a superare.

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Che fare?

Fin da giovane, l’uomo ha proiettato sulla coppia un valore ideale, salvifico. La forte spinta religiosa che lo connota aggiunge peso alla sua convinzione. La sacralità del matrimonio è per lui inviolabile e unisce per la vita. Ed ora sperimenta lo stridente contrasto con un matrimonio che ideale non è. Che fare? Come uscire dallo stato delusivo in cui versa e ritrovare la serenità? In questi casi è di utilità un percorso volto ad indagare i convincimenti che guidano la mappa mentale unitamente alle emozioni connesse, alle aspettative, ai comportamenti da tenere, ai valori, al senso personale che la persona attribuisce alla vita e agli eventi; il tutto per rilanciare motivazione e progettualità verso il futuro. Tale elaborazione passa attraverso la ri-narrazione del vissuto antico e recente per guardarlo da un’altra angolazione. Non si tratta di apportare cambiamenti drastici a ciò in cui legittimamente il soggetto crede e su cui basa la lettura di sé, dell’altro e del mondo. Si tratta di fornirgli gli strumenti per rendere più adattivi gli schemi mentali ed emotivi che governano l’assetto psichico. Per esempio valutando come incarnare nella realtà un legame che reputa fondamentale. Per definire se possa avere davvero un valore salvifico o se necessiti invece di costante ricostruzione trattandosi, come tutte le relazioni umane, di un rapporto in divenire.

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Sono deluso – tanto non cambia mai niente

Nicoletta si sente prostrata, abbattuta, avvilita. “Per quanto faccia, mi ci impegni, non cambia mai niente. Ora sono stanca ed ho solo voglia di nascondermi in un cantuccio!” Ed in effetti è ciò che sta facendo. Esce poco di casa, ha interrotto la ricerca di un nuovo lavoro, non vede che qualche amico ed ha pressoché interrotto ogni occasione di socialità. “Certo, mi sento sola, ma non intendo imbarcarmi in una relazione che sarebbe fallimentare come le precedenti. Ormai un po’ gli uomini li conosco..!” Non c’è scampo. Nella sua mente le cocenti delusioni che in più ambiti di vita hanno costellato il recente passato sono segnali chiari, marmorei, di com’è la vita e di come rapportarsi ad essa: trincerandosi dietro ad alte mura difensive invalicabili. Intervengo sommessamente, il suo dolore è palpabile e merita riguardo, notando quando la prospettiva che ha assunto le crei malessere. “Lo so, è vero, ma non c’è via di uscita.” E mentre lo dice, alza gli occhi a fissarmi intensamente.

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Che fare?

Nicoletta cerca disperatamente un appiglio. Ha bisogno di non rassegnarsi a non esistere, ma tutto del suo organismo, le urla che rischia di illudersi. Come uscirne? Con le  parole di J. Piaget “Le funzioni essenziali della mente consistono in comprensione ed invenzione, cioè nella costruzione di strutture strutturando la realtà.” Splendido concetto! La mente si struttura mediante la comprensione del mondo e l’invenzione, senza cui la prima abilità sola poco potrebbe. Comprende la realtà circostante Nicoletta, ne fa esperienza. Poi però si limita a dedurne una legge di vita, uno schema mentale a cui attenersi. Manca in lei la capacità di inventare, ossia di accomodare quando appreso dall’esperienza, di modularlo e ricrearlo in una forma per lei funzionale. Ad esempio: qual è il mio approccio a quel tipo di circostanze? Mi osservo dall’esterno, valuto nel modo più oggettivo possibile e comprendo quali  limiti, blocchi, difese, inconsapevolmente agisco, che producono sempre il medesimo insuccesso. Ed ancora, se è così, cosa posso inventarmi? Quali risorse posso estrarre dal mio personale bagaglio (temperamento, abilità, esperienza, vissuto, ecc.) per approcciare quegli eventi in modo alternativo? E’ così, affermava il grande Piaget, che il bimbo procede nel suo sviluppo evolutivo. E’ così che tutti noi, in ogni momento della nostra vita, possiamo scendere dal quadro che non ci piace ed realizzarne uno nuovo.

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Sono deluso – (ed ho una gran paura)”

Miriam è delusa dalla sua vita. Un matrimonio fallito, figli non esattamente sereni, nessun interesse ad occupare il tempo libero. “Che devo fare? Me lo chiedo di continuo, ma non trovo uno sbocco alla mia insoddisfazione. Sono amareggiata, delusa. Da tutto e tutti!” Approfondendo la storia della donna, il racconto che narra suscita in me un senso acuto di immobilità: Si è sposata, “ho fatto il mio dovere di madre ed ho accudito mio marito.” Gli comunico la mia sensazione invitandola a dirmi che ne pensa. “Assolutamente sì! E’ quello che provo, con anche un fastidioso senso di impotenza!” Eppure non è sempre stata così. Stimolata a raccontare il suo passato, scopro sorprendentemente una donna talentuosa, speranzosa nella vita, positiva. Inevitabile chiederle cosa sia successo. “Non lo so. Forse tante delusioni. Che mi hanno ferito tanto, al punto di spegnere in me ogni entusiasmo.”

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Che fare?

Miriam ha fornito una descrizione di se stessa davvero efficace. Le ferite l’hanno spenta. Perché è accaduto? La donna è invasa dal terrore di soffrire di nuovo. Di essere respinta, svalutata e denigrata come in passato. Comprensibile certo il suo dolore e ed il timore. Per poter vivere questo nuovo ciclo di vita ha necessità di ritrovarsi. Nel rifugio accogliente dei nostri colloqui si può rifugiare e trasformare le ferite in risorse. Si tratta di accedere alle stanze polverose del ricordo e rimuovere la polvere dalle potenzialità accantonate tempo fa in un angolo buio. Già, ma come vincere la paura di rimettersi in gioco e rischiare di capitombolare fragorosamente? di sentirsi di nuovo ferita ed umiliata? Divenendo resiliente. La resilienza in ingegneria meccanica è la proprietà di alcuni elementi  di non venir deformati o di riacquisire la propria struttura se deformati. La resilienza della nostra psiche è dotata dello stesso potere. Si può imparare ad allenare l’autostima, ad apprendere dagli errori e dai fallimenti. Si può apprendere come  gestirsi in modo muovo e non farsi influenzare dalle critiche e dai giudizi. Si può allenarsi a diventare una versione resiliente di se stessi per andare, questa volta equipaggiati, verso la vita.

 

sono deluso - studio psiché

Conclusioni

Come attestano gli esempi citati, la causa profonda della delusione risiede nel modo in cui percepiamo l’esperienza. Il blocco causato dalla reazione delusiva è frutto degli schemi cognitivi ed emotivi che governano la nostra mente e che condizionano i comportamenti. Per tale ragione, qualora ci si trovi in una situazione di impasse da cui si fatica ad uscire, un breve intervento psicologico può rappresentare la via maestra per accedere a convinzioni ed emozioni disfunzionali in grado di invalidare la nostra capacità di resilenza e trasformarle in schemi adattivi e funzionali a ritrovare motivazione e benessere.

Per approfondire leggi anche Delusione o depressione reattiva?

Per approfondire:

Tolman E.C., L’uomo psicologico;

Studio Psiché – chi siamo

studio psiché milano

Da ormai vent’anni lo Studio Psiché, coordinato dalla Dr. Francesca Minore, si occupa di benessere e salute psicologica. Negli ultimi anni, dato l’incremento di richieste, lo Studio ha messo a punto un  servizio online di counseling, coaching e psicoterapia specificatamente costruito per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento altrettanto produttivo ed efficace anche quando svolto online.

E’ disponibile inoltre un servizio di consulenza online per expat  specificatamente dedicato alle esigenze di coloro che risiedono all’estero.

Per approfondire…

Bardellino T., Meluzzi A., Società fusa;

Bianchi G., Psicologia Positiva;

Fabiano G., Nel segno di Andrea Camilleri. Dalla narrazione psicologica alla psicolpatologia;

Goleman R, Migliorare se stessi;

Path J., Tattiche di conversazione;