Ricerca di un impiego - studio psiché

RICERCA DI UN IMPIEGO: GLI ERRORI IN CUI NON INCAPPARE

Ricerca di un impiego: tema complesso, dalle mille sfaccettature. Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché, con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo vogliamo approfondire gli errori psicologici che possono allontanarci dalla meta.

Ricerca di un impiego: gli errori in cui non incappare

Incontro spesso persone in difficoltà dinanzi alla ricerca di un lavoro o desiderose di rimettersi in gioco in un nuovo ambito professionale. Di seguito, corredati da alcuni casi esemplificati, gli errori più comuni che involontariamente si commettono e che possono inficiare il buon esito della ricerca stessa.

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Ricerca di un impiego: gli errori in cui non incappare – la fretta

Ada è una stimata professionista trentacinquenne. Ha iniziato presto la carriera, a cui si è dedicata con devozione e con la forza dell’idealismo che la contraddistingue: “Credo molto nell’utilità sociale del mio lavoro. Mi sento gratificata dai risultati ogni volta faticosamente conseguiti. Ad oggi però mi sento stanca. Ho bisogno di un cambiamento. Ho necessità di mettere le mie competenze al servizio di una realtà diversa. Per coltivare di più la mia vita privata che in questi anni ho purtroppo sacrificato.” Bene. Ada ha l’età, la motivazione e l’intelligenza per raggiungere i suoi obiettivi. Decido di condividere con lei la mia riflessione. Ed è allora che la donna scoppia in un pianto sconsolato. Racconta che da ormai qualche mese risponde ad offerte di lavoro, ma non è ancora accaduto nulla. Forse, confessa, mi sono decisa troppo tardi, sento che ho bisogno di una svolta e constatare che nessuno considera la mia candidatura mi ingenera ansia e paura per il futuro.”

Ecco un errore che è bene evitare. Con le parole di Aun San Suci: “Occorre avere un’enorme pazienza, ma per pazienza non intendo un’attesa inerte, per me pazienza è forza, la forza di sopportare le avversità per tutto il tempo che sarà necessario per raggiungere il nostro obiettivo.” La disposizione mentale fa la differenza. Se è determinante aver chiaro l’obiettivo per perseguirlo in maniera efficace,  altrettanto importante deve essere la consapevolezza che ogni processo di ricerca implica intoppi, rallentamenti, deviazioni. Se manteniamo saldo lo sguardo al nostro obiettivo, se non lo perdiamo di vista, se disponiamo della convinzione utile a scrollarci ogni volta la polvere di dosso e a non rallentare il passo, avremo ottime chances di giungere alla meta.

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Ricerca di un impiego: gli errori in cui non incappare – l’inflessibilità

“Quando gli uomini fanno progetti, gli dei ridono.” Cito la massima e Lorenzo sorride. E’ un neolaureato brillante, convinto di sé e delle sue capacità. Cosa lo disturba? L’inesperienza. E’ giovane e sta assaggiando per la prima volta la complessità della vita. Da tempo ha ben chiaro in mente a quale professione dedicarsi, ne ha le competenze e la motivazione. Purtroppo però, nella forma in cui ha pensato di svolgerla, non incontra le esigenze del mercato. E lui si ostina. Freme di fronte a me, si irrita deluso. Ormai da qualche tempo. Il che sta appannando il suo iniziale, legittimo entusiasmo. Ecco un errore in cui non incappare. Il nostro obiettivo deve essere chiaro e definito. Aiuta ad orientare la ricerca. Al contempo non va trascurato di predisporre la mente ad una buona dose di flessibilità: qualora per una via non sia consentito accedere, è di utilità fermarsi e con calma trovare un’alternativa creativa. Ci sono più strade per raggiungere un obiettivo, sforziamoci di lasciare aperta la mente per ricercarle. Magari dedicando tempo al brainstorming, una procedura mentale particolarmente funzionale allo scopo, mediante cui favorire la libera emersione di idee e pensieri.

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Ricerca di un impiego: gli errori in cui non incappare – il fallimento

“Sono bloccata, completamente. Temo farò una pessima figura e mi precluderò la possibilità di lavorare per loro.” A parlare è Cristiana. Intenta a dipingere il prossimo futuro a tinte fosche. E’ tipico di lei. Ottimo curriculum, scuole prestigiose, ottimi risultati. Ore e ore trascorse sui libri, lezioni ripetute allo sfinimento. Perché la giovane è una perfezionista, bisognosa di mantenere il controllo su ogni attività. Del resto è così che dimostra di essere forte, capace, svincolata rispetto ai familiari che, da sempre assillanti, ora le consigliano di non angustiarsi. Troppo tardi. La lezione appresa non può essere facilmente rinnegata. Come diceva suo padre? “Nella mia vita la parola fallimento non è contemplata.” Lo stesso ovviamente si aspettava in quella dei ragazzi. In quella di Cristiana inclusa, che della regola d’oro aveva già fatto tesoro imprimendosela nella testolina fin dalle scuole elementari. Ora però è una donna. La vita si è fatta complessa e la navigazione ardua. Che fare? Contemplare il fallimento. Senza se e senza ma. E da subito. Il fallimento deve essere previsto nella vita di chiunque. Perché fallire è inevitabile. Di più, fallire è altamente istruttivo. Consente di testare la nostra motivazione, la flessibilità e la capacità di cambiamento. Fallire significa fare i conti con i propri limiti per riconoscerli ed accoglierli. In una parola per maturare.

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Ricerca di un impiego: gli errori in cui non incappare – non osare

Si definisce deflessione. E’ la condizione per cui alcune persone desiderano perseguire un obiettivo ma non si dotano della giusta motivazione per raggiungerlo. Come una freccia scagliata con poca energia, le loro aspirazioni ben presto saettano al suolo.

Una variante sul tema è la tendenza a procrastinare. Dinanzi alla sfida di mettersi in gioco, resistono e trovano giustificazioni per rimandare il confronto. Il primo errore da non compiere in questi casi è mentire a se stessi. Di norma infatti si raccontano pigri, in mille faccende affaccendati, distratti. Ciò che però negano profondamente è la scarsa fiducia nelle loro risorse. Non nelle loro abilità specifiche, piuttosto nella capacità di essere davvero competitivi, di poter fare la differenza. Ed in effetti il loro tocco rimane impalpabile, lieve, non udibile. Ciò che manca qui è l’attitudine ad osare. Ad assumere la sfida e lanciarsi. E se gli altri sono migliori di noi? Probabile qualcuno lo sia. Non si tratta però di una buona ragione per farsi indietro.

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Ricerca di un impiego: gli errori in cui non incappare – la delusione

La ricerca di un impiego mette a dura prova la capacità di essere respinti, di ricevere dei no. Per quanto una persona sappia accettare il fallimento, la difficoltà a trovare lavoro può perdurare tanto a lungo da diventare motivo di stress. E’ il caso di Matteo, un economista finanziario espatriato con famiglia. Da qualche tempo sta cercando una nuova collocazione professionale, il che significa sottoporsi a colloqui impegnativi che richiedono un’accurata preparazione. Dopo otto mesi di tentativi non andati a buon fine, la preoccupazione per la situazione finanziaria familiare lo mette a dura prova. Una senso di delusione persistente si impossessa di lui e ne mina le capacità adattive. Specificatamente, Matteo risulta affetto da anomia (Durkheim). Si tratta di una condizione di afflizione esistenziale connessa allo sconforto di non trovare rispondenza esterna ai propri bisogni. Un disagio frequente di questi tempi, caratterizzati dalla disoccupazione, dalla precarietà, dall’esigenza di flessibilità richiesta dalle trasformazioni sociali. Quando, nonostante l’impegno e la fatica impiegati per avere una preparazione idonea, non si riesce a collocarsi adeguatamente, l’afflizione può ingenerare un malessere insidioso. In questi casi un buon supporto psicologico può rappresentare la chiave di volta per riacquisire la forza e le risorse con cui ritrovare la giusta motivazione.

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Ricerca di un impiego: gli errori in cui non incappare – il senso di inadeguatezza

Marta è in preda all’ansia: “non so cosa mi stia succedendo, non mi riconosco più. Tutto è cominciato ad un colloquio di lavoro. Dovevo esprimermi in inglese. Mi ero preparata naturalmente. Eppure non sono riuscita a proferir parola. E più mi sforzavo consapevole della tremenda figura che stavo facendo, più sentivo la testa cotonata, vuota, paralizzata. Da quel momento l’idea di affrontarne un altro colloquio mi angoscia. Sono bloccata dalla paura che l’incubo si ripeta.” Le parole di Marta descrivono la fobia sociale, caratterizzata dall’acuto timore di non essere all’altezza della performance richiesta. Il disturbo implica pensieri ansiogeni in vista dell’evento temuto, tentativi di evitamento, vergogna, senso di colpa, senso di inadeguatezza.

Poiché la condizione in cui versa è tanto debilitante da precluderle la possibilità di sottoporsi ad  ulteriori colloqui lavorativi, la giovane decide di intraprendere un percorso di coaching mediante cui acquisire le social skills necessarie per superare la sua difficoltà. Si tratta di un intervento mirato ad implementare le abilità di coping (di fronteggiare gli eventi) l’assertività (saper essere determinati e convincenti), la gestione delle emozioni e dello stress, le abilità comunicative verbali e non verbali, mediante esercizi di role playing in cui si segue un vero e proprio addestramento volto a neutralizzare l’insicurezza.

Ricerca di un impiego - studio psichéConclusioni

Come attestano gli esempi citati, la causa profonda degli errori in grado di inficiare la ricerca del lavoro risiede nel modo in cui percepiamo l’esperienza. La paura di fallire, il senso di inadeguatezza, l’inflessibilità, sono frutto degli schemi cognitivi ed emotivi che governano la nostra mente e che condizionano i comportamenti. Per tale ragione, qualora ci si trovi in una situazione di impasse da cui si fatica ad uscire, un breve intervento psicologico può rappresentare la via maestra per accedere a convinzioni ed emozioni disfunzionali in grado di invalidare la nostra capacità di effettuare una buona performance e trasformarle in schemi adattivi e funzionali al nostro scopo.

Studio Psiché – chi siamo

studio psiché milano

Da ormai vent’anni lo Studio Psiché, coordinato dalla Dr. Francesca Minore, si occupa di benessere e salute psicologica. Negli ultimi anni, dato l’incremento di richieste, lo Studio ha messo a punto un  servizio online di counseling, coaching e psicoterapia specificatamente costruito per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento altrettanto produttivo ed efficace anche quando svolto online.

E’ disponibile inoltre un servizio di consulenza online per expat  specificatamente dedicato alle esigenze di coloro che risiedono all’estero.

Per approfondire…

Bardellino T., Meluzzi A., Società fusa;

Bianchi G., Psicologia Positiva;

Fabiano G., Nel segno di Andrea Camilleri. Dalla narrazione psicologica alla psicolpatologia;

Goleman R, Migliorare se stessi;

Path J., Tattiche di conversazione;