PAURA DELLA RESPONSABILITA’ IN AMORE

Che accade se si ha paura di impegnarsi in amore?

Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché Psicoterapia e Counseling con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo approfondiamo la paura della responsabilità in amore, ossia il timore di stringere legami affettivi o di assumere un impegno stabile.

Quali le cause della riluttanza e come superarla?

La paura della responsabilità – manifestazioni

Pur sicuri di amare il/la partner, dinanzi alla possibilità di stabilizzare la relazione dopo un tempo ragionevole di frequentazione, queste persone deflettono, trovano giustificazioni per evitarlo, posticipano la decisione in preda all’ansia. Se messi sotto pressione la situazione si aggrava. Il rischio è la fuga, anche allacciando una relazione nuova o ulteriore. Di norma faticano a comprendere la causa del loro comportamento e tendono ad attribuirla al momento (sbagliato), ad un tratto caratteriale (spirito libero), ad uno stato di confusione temporaneo.

La paura della responsabilità ed il bisogno di fuggire può pure subentrare in un secondo tempo. Per esempio alla nascita di un figlio o quando, terminata la fase esaltante del primo innamoramento, subentrano il disincanto e la routine. Sostanzialmente può accadere in ogni periodo della vita di coppia, quando giunge il fatidico momento in cui non tutto viene da sé e si rende necessario l’impegno.

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La paura della responsabilità – cause

Di norma le cause sono da ricercarsi nel periodo dello svincolo (M. Selvini Palazzoli, L. Cancrini) ossia in quella fase del ciclo di vita familiare in cui il giovane figlio si appresta a lasciare il nido per rendersi autonomo.

In base alle teorizzazioni di J. Haley ogni nucleo familiare attraversa varie fasi evolutive ed in ciascuna si riassesta e predispone allo svolgimento dei compiti dello specifico stadio di sviluppo.

Uno dei momenti più delicati della storia di una famiglia è la fase dello svincolo: il giovane adulto è pronto per rendersi indipendente ed abbandonare la casa. I genitori lo approvano e supportano emotivamente facendo un passo indietro.

La paura della responsabilità in amore può originare proprio in conseguenza di uno svincolo non adeguatamente effettuato.

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La paura della responsabilità – lo svincolo

Le manifestazioni di uno svincolo non effettuato in modo funzionali possono essere molteplici:

  1. Il figlio non abbandona il nido familiare. Vorrebbe rendersi indipendente ma si trova dinnanzi ad un ostacolo, per esempio un disagio psicologico o fisico proprio o di un familiare che compromette l’autonomia e l’eventuale suo legame sentimentale.
  2. L’affrancamento psico-emotivo non è avvenuto compiutamente. Il figlio riesce ad affrancarsi solo in apparenza (abita nelle immediate vicinanze della casa natale oppure vive da solo ma i genitori continuano a prendersi cura di lui nell’assolvimento delle faccende quotidiane – bucato, bollette, ecc.). Tale stato di cose può compromettere la relazione affettiva se il ragazzo è in coppia.
  3. Per emanciparsi il figlio è costretto a frapporre una grande distanza dalla famiglia d’origine. Per esempio sceglie di cambiare città o espatriare e costruire una carriera all’estero.
  4. Lo svincolo è compromesso. La definizione fa riferimento a situazioni in cui la scelta di autonomia è ben progettata e congrua, sebbene alle prime difficoltà (delusione professionale o affettiva), il giovane sente il bisogno di rientrare a casa. I tentativi di emanciparsi vengono reiterati più volte ma con uguale esito.

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La paura della responsabilità – lo stallo

Quali le premesse di uno svincolo disfunzionale?

Di norma la famiglia versa in uno stato di stallo. La coppia coniugale ha perso la propria coesione per una serie di fattori intervenienti negli anni precedenti. Per esempio l’estrema ed esclusiva dedizione ai figli da parte di un genitore oppure per l’assenza continuativa di un membro della coppia assorbito da interessi altri (in alcuni casi la mancanza di responsabilità è un modello genitoriale che il figlio acquisisce).

Queste o simili variabili non hanno consentito di alimentare la coppia coniugale che al momento dello svincolo si trova sguarnita di risorse per ricompattarsi. I due partner sono ormai troppo distanti.

A complicare la situazione può accadere che la lontananza di un coniuge, in qualunque forma si manifesti, conduca l’altro a stringere un’alleanza transgenerazionale ed altamente tossica con uno dei figli, ritenuto il più maturo, il più partecipe o semplicemente il più disponibile. Ciò accade frequentemente anche quando la coppia è separata o legalmente divisa.

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La paura della responsabilità – la condizione del figlio

Tutta la famiglia versa in uno stato di grande sofferenza ed ogni membro ne risente. Di certo la posizione del figlio è particolarmente gravosa perché ad essere compromesso è il suo sviluppo psico-emotivo. Il ruolo di pacificatore, di mediatore o di sostenitore che implicitamente gli è stato attribuito, non consente alcun movimento fuori dal contesto familiare. Egli infatti rappresenta il punto di equilibrio che sostiene il sistema.

Altro aspetto rilevante, la comunicazione in famiglia è una comunicazione a doppio legame (P.Witzlawick, G. Bateson ): verbalmente la volontà del giovane di rendersi autonomo è approvata, ma a livello implicito viene veicolato il messaggio che resti perché di lui c’è bisogno.

 

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La paura della responsabilità – le conseguenze

In una simile dinamica familiare, il figlio è impossibilitato a risignificare la propria identità di giovane adulto. L’esigenza che la dipendenza sia mantenuta è tanto forte che i genitori non agevolano l’assunzione di responsabilità alcuna: “non sei in grado faccio io, ma dove vuoi andare qui stai bene”. Ed è così che inconsapevolmente i membri della famiglia boicottano una fase di crescita imprescindibile.

La paura della responsabilità in amore è diretta conseguenza di un contesto familiare in cui non si favorisce l’acquisizione di competenze adulte, in cui lo svezzamento non può terminare, in cui recidere il cordone ombelicale procura al figlio senso di colpa. E non solo. Rispetto ai coetanei, il giovane si vive inadeguato, incapace di crescere, immaturo, pur non capendo come risolvere la situazione. A tutto danno della sua autostima.

In alcuni casi, per trattenere il figlio dall’affrancarsi la famiglia fa in modo di inglobare nel nucleo anche l’amato/a del giovane coinvolgendolo/a o interferendo nella giovane relazione.

 

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La paura della responsabilità – l’intimità

La relazione di coppia implica che lo svincolo e tutti gli stadi di sviluppo ad esso precedenti, siano stati superati. Nel caso delle famiglie in analisi ciò non è compiutamente avvenuto. Qualche esempio. La capacità di vivere l’intimità richiede (M. Klein) che l’individuo sappia ben distinguere il sé dal non-sé o temerà di essere fagocitato dall’altro. Necessita inoltre una buona integrazione dell’oggetto d’amore, che non è o tutto buono o cattivo, ma può darsi in alcuni momenti e in altri no. Infine esige il pieno superamento della fase edipica e la libertà di vivere la sessualità genitale senza colpa.

Una famiglia in stallo ricerca il mantenimento strenuo dello status quo. Ciò che più teme è il cambiamento, la rottura del suo fragile equilibrio. I legami al suo interno possono essere disfunzionali, asfittici, ma sollevano dalla paura della frantumazione.

In tale contesto il figlio non ha assolto tutti i compiti evolutivi ed ora, giovane adulto,  si trova privato delle competenze a vivere serenamente l’intimità.

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La paura della responsabilità – che fare?

Tre sono le possibilità di intervento.

1. Percorso individuale

è auspicabile quando il figlio è già adulto, magari vive fuori casa, ma fatica a mantenere una relazione sentimentale ed è attanagliato dall’ansia e dalla paura della responsabilità. Il modello di intervento proposto dallo Studio Psiché Psicoterapia e Counseling, consente al giovane di superare la paura della responsabilità ad amare, di legittimarsi a vivere una relazione stabile ed al contempo di relazionarsi alla famiglia d’origine in maniera più funzionale.

2. Percorso di coppia

è adatto a quei contesti in cui la famiglia d’origine invade la sfera di coppia. Si tratta di situazioni in cui l’ingerenza genitoriale ostacola la serenità dei due partner o quando alla coppia non viene consentito di frapporre uno spazio fisico e psicologico dai familiari; il che rischia di minare il rapporto. In questi casi lo Studio Psiché adotta un protocollo di intervento sistemico-relazionale (Modello dei Contratti) efficace nel produrre un processo maturativo in grado di far evolvere la coppia.

3. Presa in carico della famiglia

Ciò può essere particolarmente indicato quando il figlio è poco più che adolescente. Il nucleo familiare viene supportato nel prender coscienza della condizione in cui versa, in cui tutto il sistema soffre, con l’opzione di individuare una modalità più sana di continuare ad essere famiglia.

Studio Psiché – chi siamo

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Negli ultimi anni, dato l’incremento di richieste, lo Studio Psiché di Milano ha messo a punto un  servizio online specificatamente costruito per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento produttivo ed efficace volto a ripristinare una situazione di benessere anche quando svolto non in presenza.

E’ disponibile inoltre un servizio di consulenza online per expat  specificatamente dedicato alle esigenze di coloro che risiedono all’estero.

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