studio psiché milano - non so decidere

NON SO DECIDERE – COME AFFRONTARE LE SCELTE?

Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché, con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo vogliamo analizzare quelle situazioni in cui la persona vive il disagio di voler compiere una scelta, ma di non riuscire a farlo. Come uscirne?

Alla base della difficoltà possono esserci cause diverse. Prendiamole in analisi per capire come intervenire.

Di cosa ho paura?

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Non so decidere – paura delle conseguenze

Non so decidere, non riesco a compiere una scelta perché temo le conseguenze.” confessa Paolo. Ciò che lo paralizza sono dunque gli effetti della sua potenziale decisione. Per esempio dover gestire le emozioni legate al dover lasciare andare qualcosa o qualcuno per procedere al cambiamento. “Non so decidere perché i miei non capirebbero.” Per Marina le conseguenze indesiderate riguardano invece l’approvazione, il riconoscimento o l’eventuale delusione dell’ambiente a lei circostante.

Che fare?

Scegliere implica sempre l’abbandonare un’opzione per l’altra. E’ possibile sia faticoso o doloroso, per questo è necessario focalizzarsi sul vantaggio conseguente ad intraprendere la strada che abbiamo scelto. Tale vantaggio non è totale, ma sentiamo soddisfa i nostri bisogni più di quanto lasciamo.

In merito al fatto che altri possano rimanere delusi o disapprovare, ricordiamo che una scelta si rivela giusta nella misura in cui appartiene a noi, al nostro sentire. Viceversa, percorrere una via per evitare le critiche ci porterà ad imboccare un cammino che inevitabilmente sentiamo meno nostro, dunque più esposto al fallimento.

In ultimo, una considerazione: non so decidere se non ho imparato prima a compiere le valutazioni preventive gestendo le mie emozioni e non facendomene travolgere:

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Non so decidere – timore di compiere un errore

“Io non so decidere perché ho paura di sbagliare e non poter tornare indietro.” Anche questa risposta è frequente. E se poi sbaglio? Ecco la considerazione che paralizza i più: il rischio di fallire.

Che si accompagna sovente ad importanti manifestazioni emotive e neurovegetative. Ansia, angoscia, blocchi decisionali, scatenano reazioni cardiache, respiratorie, gastriche, intestinali. L’organismo si attiva avvertendo una minaccia indefinita alla propria incolumità psichica.

Che fare?

A proposito del fallimento, sgombriamo subito il campo da equivoci. Ogni decisione implica il rischio di commettere errori non potendo prevederne gli effetti. Possiamo ipotizzarli e compiere le necessarie valutazioni, ma rammentando sempre che da ogni punto del percorso è possibile compiere modifiche al tragitto qualora non ci soddisfi, qualora la scelta compiuta non ci abbia condotto alla meta sperata. Da quella posizione valuteremo come orientare il cammino utilizzando una serie di risorse quali: il problem solving, l’abilità a gestire le emozioni, la comunicazione efficace. Inoltre, l’aver deciso per una via che non si è rivelata vincente, ci consentirà di guardare al problema da una prospettiva nuova, disponendo di informazioni ulteriori.

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Non so decidere – paura di non farcela

“Vorrei fare quel passo, ma non so decidere perché non sono sicuro di riuscire.” E dunque si fatica a scegliere perché non ci si sente all’altezza. Ci si percepisce inadeguati.  Accade soprattutto a coloro che non sono mai soddisfatti di se stessi e delle loro performance. Si impegnano fortemente, sono capaci, ma “non basta mai”. Inoltre, non tenendo in considerazione i successi già ottenuti (non li valorizzano), la vita appare loro come una faticosa salita. Senza fine, né gratificazione.

Che fare?

In questi casi è di utilità fermarsi e comprendere le ragioni del perfezionismo che ci affligge. Chiedersi cosa l’abbia determinato, quale vissuto ne abbia permesso lo sviluppo, può portare ad un cammino introspettivo volto a scardinare la visione disfunzionale di se stessi come inadeguati. E con disfunzionale intendiamo una visione delle cose non funzionale a raggiungere gli obiettivi sperati e ad esprimere il nostro potenziale. Qualora lo si desideri, un buon percorso di counseling fornisce gli strumenti utili per compiere il passaggio in modo efficace e risolutivo.

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Non so decidere – il freno della responsabilità

“Non so decidere perché farlo implicherebbe contravvenire alle mie responsabilità.” Si tratta di una spiegazione criptica che si presta ad almeno due letture.

Qualora la decisione che vorremmo prendere reca danno oggettivo a qualcuno, l’essere persone responsabili non deve costringerci all’immobilismo, ma a valutare in che modo alternativo i nostri bisogni possano essere soddisfatti senza danneggiare nessuno. In sostanza si tratta di individuare una terza via.

In altri casi l’affermazione sopra riportata nasconde un inganno: La scelta auspicata reca danno “obiettivo”? Non è così se ci sobbarchiamo l’onere di rendere felice chi è sufficientemente adulto da provvedere da sé. Oppure di chi danneggia noi o ancora di chi ci sta manipolando.

Che fare?

Qui è richiesta una disamina puntuale ed oggettiva della situazione. Qualora ti senta troppo coinvolto emotivamente dal problema, un supporto professionale può permetterti di giungere ad una prospettiva più realistica ed obiettiva della questione.

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Non so decidere – paura di essere criticato

“Che direbbero di me? Come verrei giudicato se scegliessi quella strada? Non so decidere perché non so affrontare la critica o la delusione altrui.” Un’analisi lucida quella di Emiliano. Da sempre ha avuto difficoltà ad esprimere se stesso, ad affrancarsi ed essere semplicemente ciò che vuole essere. E’ cresciuto in un ambiente impositivo ed invasivo, in cui la libertà di essere se stessi era secondaria al soddisfare le aspettative degli altri significativi. I quali “lo facevano per il suo bene” “ne sapevano di più” “volevano la sua felicità”. Probabilmente nelle intenzioni. Nella pratica hanno impedito l’affrancamento del giovane, soprattutto la sua capacità a legittimarsi. Ad esistere.

Che fare?

Quando il tema è questo, diventa difficile scegliere ed il “non so decidere” meglio si traduce con “non so legittimare le mie decisioni”. In questi casi è di utilità un percorso introspettivo volto a liberare le proprie risorse ed in contemporanea, a sciogliere l’incantesimo del “chissà che accadrebbe se io”. Nella realtà, quando si riconosce il proprio valore, si sceglie se stessi e, se necessario, lo si comunica agli altri in modo adeguato, nel momento in cui siamo pronti a farlo, gli altri sono pronti a riconoscerlo.

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Cosa non fare

Non so decidere – pretendere di avere il controllo

“Non so decidere finché non avrò perfettamente tutto chiaro.” Eliana nutre un’illusione. Il controllo dell’ambiente circostante non è possibile. E nemmeno l’esito delle nostre scelte lo è se non in parte. La sua ostinazione la conduce a ripercorrere continuamente i ragionamenti che dovrebbero condurla ad una scelta. Verifica ogni passaggio, le implicazioni, le possibili conseguenze. E poi di nuovo, dal principio, per sicurezza. Il bisogno di controllo ha dunque ingenerato una pericolosa compulsione: l’analisi ossessiva dei singoli step che dovrebbe compiere. Dovrebbe, perché dal circuito in cui è finita, fatica a muoversi in qualsiasi direzione. Ad alimentare l’ansia, un  dubbio costante “e se le mie riflessioni non fossero corrette?! se mi sfuggisse qualcosa?!” ” in un labirinto di interrogativi che rischia di ledere la sua autostima e di farla sentire sempre più insicura ed inadeguata.

Che fare?

Si tratta di una situazione dolorosa, fin angosciante. Se ti riconosci nell’esempio, valuta la possibilità di richiedere un intervento professionale adeguato a ripristinare l’equilibrio necessario per guardare alla situazione con obiettività. Solo attraverso modalità di riflessione libere, non inquinate da pensieri disfunzionali, avrai modo di scegliere efficacemente la tua strada.

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Non so decidere – la scelta istintiva

” Visto che non so decidere, mi butto!” Grave errore, meglio prima valutare “dove” mi sto buttando! L’istinto ha una funziona organismica importante, ma non in questi contesti.

Che fare?

Quando non so decidere il da farsi, meglio operare 3 passaggi in successione: 1. fermarsi e tollerare la confusione finché “la polvere non si sia sedimentata” 2. ascoltare le proprie emozioni e sensazioni. Consentono di accedere autenticamente ai bisogni profondi. 3. Successivamente la mente si adopererà a produrre un modo adattivo per soddisfare i bisogni emersi. Non esiste maniera più saggia ed efficace di prendere decisioni.

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Non so decidere – meglio desistere!

In preda alle previsioni catastrofiche, Edoardo ha preso una decisione: non perseguirà l’obiettivo che si era prefissato. Matteo ha deciso invece di procrastinare il suo.

Si tratta di scelte disadattive nella misura in cui:

  • la rinuncia peggiora lo stato fisico (ansia, depressione, ecc.) in quanto si è scelto di non dare ascolto a bisogni esistenziali importanti
  • la scelta di rinunciare e accontentarsi è di per sé una sconfitta, viceversa perseguire i propri obiettivi significa darsi una possibilità, aprire una nuova strada.

Che fare?

Smettere di evitare e procrastinare. Piuttosto apprendere strategie per incrementare le proprie abilità a compiere una scelta. Se ho paura ad espormi in pubblico, le tecniche di public speaking sono molto utili; se temo le situazioni sociali, le Social Skill Training risultano efficaci, e così via. Devi solo individuare il percorso più adatto per superare il tuo disagio. Qualora abbia difficoltà a farlo, puoi richiedere il supporto di un professionista esperto:

Studio Psiché – chi siamo

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Negli ultimi anni, dato l’incremento di richieste, lo Studio Psiché di Milano ha messo a punto un  servizio online di counseling e psicoterapia specificatamente costruito per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento produttivo ed efficace volto a ripristinare una situazione di benessere anche quando svolto non in presenza.

E’ disponibile inoltre un servizio di consulenza online per expat  specificatamente dedicato alle esigenze di coloro che risiedono all’estero.

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Per approfondire:

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