consulto psicologico italiani expat - studio psiché milano

LO STRESS DEL VIVERE ALL’ESTERO

Quali fattori possono compromettere il benessere di un trasferimento all’estero?

Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché con la Dr. Francesca Minore analizziamo le conseguenze emotive del vivere lontano da casa e valutiamo come è possibile vincere tali sfide emotive.

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La scelta

Scegliere di trascorrere un periodo di vita all’estero offre una serie di vantaggi di carattere professionale ed economico. Consente inoltre di intraprendere un percorso di crescita personale estremamente arricchente. Vero è che le condizioni ed i vissuti individuali sono diversi ed in alcuni casi l’espatrio può portare ad emersione nodi psichici capaci di inquinare l’esperienza se non debitamente affrontati.

Partiamo dalle reazioni emotive che possono manifestarsi in conseguenza dell’espatrio.

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1. Lo stress del vivere all’estero:

Un primo elemento disturbante la vita psichica è proprio lo stress. Di adempiere ai nuovi impegni, di adeguarsi al nuovo lavoro, ad uno stile di vita diverso dal proprio. Naturalmente tutto questo rappresenta anche l’aspetto avvincente dell’esperienza.  Quando però la pressione aumenta, la conseguenza prossima può essere il malessere psicofisico. Onde evitare che l’ansia condizioni le opportunità insite nella scelta che si è compiuta, meglio intervenire quanto prima ed evitare che cronicizzi.

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Che fare?

E’ di utilità ritagliarsi del tempo e dedicarsi alle tecniche di meditazione, di consapevolezza e di yoga. H. Benson descriveva la mente umana come il direttore d’orchestra di una grande sinfonia. La sua funzione di coordinamento rispetto ad ogni apparato psicofisico è fondamentale affinché l’organismo funzioni adeguatamente. Permettere alla mente di ricentrarsi e di trovare uno spazio di recupero rappresenta la strategia più funzionale a combattere lo stress.

Qualora non ci si senta portati o sufficiente allenati a questi esercizi, è possibile rivolgersi ad un servizio di consulto psicologico online per italiani all’estero.  Disporre di uno spazio in cui verbalizzare e dare espressione emotiva alle proprie difficoltà è di grande beneficio. Inoltre il professionista potrà offrire un supporto mirato e calibrato sulla proprie caratteristiche di personalità.

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2. La tristezza

Lo stress del vivere all’estero può comportare un senso di tristezza e nostalgia in grado di veicolare movimenti depressivi insidiosi. Tale condizione può sviluppare dal sentirsi esposti, al di fuori dalla propria zona confort, lontani dalla rete familiare ed amicale. Ci si sente persi e soli, privi di supporto emotivo.

Che fare?

Il concetto chiave è disporre di un sostegno emotivo. Il consulto psicologico italiani expat rappresenta una soluzione, nella misura in cui

1. permette alla persona di accedere, attraverso un intervento di tipo sistemico-relazionale,

  • ai pensieri disfunzionali che stanno accompagnando l’esperienza all’estero (“non ce la posso fare”, “non fa per me”, “sono solo”…)
  • al self-talking, ossia al ruminare continuativo pensieri ed immagini catastrofiche in grado di condizionare pesantemente la percezione degli eventi

per spostare la percezione da un piano emotivo ad uno più oggettivo e trasformare i pensieri disadattivi in risorse.

2. in secondo luogo, consente di

  • individuare nuove modalità più funzionali di vivere l’ambiente
  • di ricorrere alle proprie competenze e potenzialità per esplorare in maniera costruttiva il territorio.

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3. Autostima e Identità

Le differenze culturali e sociali possono minare questi due aspetti basilari della personalità e determinare lo stress del vivere all’estero.

Identità – Se l’ambiente lavorativo ed il contesto sociale risultano molto diversi da quelli di provenienza, ci si sente sradicati, non si sa come comportarsi per essere accettati mancando di riferimenti. Ad essere compromessi possono allora essere usi e costumi, ma anche atteggiamenti, valori, convinzioni radicati in noi.

Autostima – In un ambiente lavorativo e sociale in cui ci si percepisce estranei e soli, diventa arduo sentirsi sicuri…

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Che fare?

E’ importante valorizzare le diversità. Cambiare prospettiva e vivere il confronto come un’esperienza costruttiva, produttiva e foriera di occasioni per conoscere e comunicare. Mantenersi saldamente ancorati ai propri valori e contesto di appartenenza è la chiave per sentirsi sicuri ed aprirsi alla comunicazione con ciò che è diverso.

4. Gli imprevisti

In ultimo, desideriamo addentrarsi in un terreno più squisitamente psicologico. Quali dinamiche profonde può mobilitare lo stress del vivere all’estero?

Dicevamo all’inizio, non tutti gli espatriati hanno alle spalle lo stesso vissuto, le stesse esperienze in ambito familiare e relazionale. Anzi, è esattamente vero il contrario. Ogni individuo è un mondo, in tal senso. E dunque, ogni individuo vivrà l’esperienza all’estero sulla scorta del vissuto interiore che è andato costituendo nel corso della sua storia.

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Un esempio,

lo stile di attaccamento

Attiene al tipo di relazione instaurata con le figure di riferimento della propria infanzia. Fu J. Bowlby ad identificare i diversi stili di accudimento e gli effetti di ciascuno sulla personalità futura dell’infante. Dallo stile di attaccamento dipendono le modalità relazionali con cui ci disponiamo all’incontro con l’altro ed in alcuni casi lo sviluppo di disfunzioni quali: la dipendenza psicologica (possibile anche a chilometri di distanza) la presenza di legami forti e conflittuali nella propria famiglia d’origine, la necessità di frapporre con essa una distanza fisica elevata, l’esigenza di fuggire dal proprio contesto ambientale. E tali criticità rappresentano temi potenzialmente forieri di disagio psichico qualora si viva lontano.

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Che fare?

Il disagio sperimentato nell’espatrio può dipendere dunque da cause non ascrivibili espressamente al trasferimento. Quando si manifesta con attacchi di panico, ansia sociale (difficoltà a stare e performare in gruppo), agorafobia/claustrofobia (stato di panico nei luoghi aperti o chiusi) le radici del problema possono essere più antiche e l’espatrio rappresentare solo l’occasione in cui si sono manifestate.

Come in tutti i casi, la soluzione migliore consiste nell’affrontare il disagio non appena si manifesta, per evitare che ramifichi e perché il supporto di un counselor italiano all’estero può agevolmente aiutarci nel venirne a capo in breve tempo. In dettaglio:

studio psiché milano

Lo Studio Psiché

Negli ultimi anni, dato l’incremento di richieste, lo Studio Psiché di Milano ha messo a punto un  servizio online di psicoterapia e counseling specificatamente costruito per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento produttivo ed efficace volto a ripristinare una situazione di benessere anche quando svolto non in presenza.

E’ disponibile inoltre un servizio di consulenza online per expat  specificatamente dedicato alle esigenze di coloro che risiedono all’estero.

Primo colloquio gratuito.

Per approfondire:

colloqui di counseling di che si tratta?

studio psiché – consulenze online

studio psiché – le consulenze online funzionano davvero?

studio psiché – counseling online per expat

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Per approfondire l’articolo:

studio psiché – DAP attacchi di panico. le cause e la cura

studio psiché – ansia sociale – le cause e la cura

studiopsiché – coliti gastriti e cefalee. Le psicosomatizzazioni

studio psiché – come superare la paura del giudizio

 

Studio Psiché collabora con expat.com