genitori e figli - studio psiché

GENITORI E FIGLI ADULTI – LO SVINCOLO PROBLEMATICO

Genitori e figli adulti. Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché, con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo vogliamo affrontare il tema dello svincolo, un momento piuttosto delicato per l’assetto familiare. Con il termine svincolo tecnicamente si intende l’affrancamento dalla famiglia d’origine verso l’autonomia.

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Genitori e figli adulti – il sistema familiare e le sue regole

Il ciclo di vita familiare (J. Haley) si compone di varie fasi: convivenza/matrimonio, nascita dei figli, adolescenza dei figli, fase trampolino di lancio, fase del nido vuoto. Ciascuno stadio è caratterizzato da un compito di sviluppo, ossia una crisi, un momento di riassestamento in grado di portare ad un nuovo equilibrio evolutivo oppure ad un disadattamento dell’intero sistema famiglia.

La psicologia sistemico-relazionale concepisce infatti la famiglia come un sistema transazionale in cui cioè il comportamento e la comunicazione di ogni membro è al contempo azione e reazione verso ogni altro componente del nucleo (causalità circolare).

La comunicazione avviene attraverso diverse modalità oltre a quella verbale: non verbale (linguaggio del corpo, gestualità..) distanza fisica (prossemica, orientamento del corpo..) linguaggio paraverbale (intonazione della voce, sguardo, espressioni di gioia/disapprovazione..) ed il silenzio. Anche il silenzio. Perché non si può non comunicare (P.Watslawick) ed il silenzio di volta in volta fa da cornice ai significati non espressi (assenso, diniego, esclusione, opposizione, passività, soggezione..)

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Genitori e figli adulti – la famiglia nella fase dello svincolo

Fatte queste premesse, la fase dello svincolo vede la famiglia composta in gran parte da membri adulti. I genitori (sottoinsieme genitoriale) e i figli ormai grandi (sottoinsieme figli). I due sottogruppi interagenti  è bene siano distinti, avendo ruoli e scopi differenti. Secondo S. Minuchin, la famiglia sana è dotata di confini flessibili ma definiti, tra la coppia genitoriale e il gruppo dei figli. Le figure genitoriali hanno il ruolo di guida autorevole e lo scopo di crescere i figli. Questi, di assecondare le regole familiari e sviluppare il proprio potenziale. Laddove si presentino invischiamenti (famiglia senza confini interni) coppie genitore/figlio, figli genitoriali, tali disfunzionalità compromettono l’adattamento e la sanità del sistema con conseguenze potenzialmente gravi.

Lo stadio del ciclo familiare in analisi vede i figli sul trampolino di lancio verso il futuro (terminati gli studio o pronti per svolgere una professione, abili ad avere una relazione sentimentale, maturi rispetto all’età cronologica in termini cognitivi ed emotivi). I genitori, coesi, si apprestano a ridefinire il loro rapporto una volta che i giovani avranno lasciato la casa (fase del nido vuoto) riassestando il loro microsistema e rilanciandolo verso una nuova progettualità (impegni sociali, culturali, professionali, viaggi, nipoti, nuovi hobbies).

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Genitori e figli adulti – la famiglia monogenitoriale o la coppia divorziata

Le famiglie possono avere una struttura monogenitoriale come conseguenza di separazioni, divorzi, lutti, genitore single o rappresentare dei nuclei allargati (nuovi compagni, con o senza figli).

Qualora sia avvenuta la separazione della coppia genitoriale, se ciò ha implicato un adattamento funzionale ed i rapporti sono civili e rispettosi, i figli non avranno difficoltà ad affrancarsi.

Nel caso della famiglia monogenitoriale, se il genitore ha saputo mantenere chiari i confini rispetto al sottoinsieme figli, evitando di colludere con uno di loro facendogli assumere un ruolo diverso da quello che gli compete, la crescita e l’affrancamento dei giovani potrà avvenire in modo sano ed adattivo.

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Genitori e figli adulti – lo svincolo problematico

Ci sono casi in cui lo svincolo risulta invece problematico al punto di arrecare un disagio francamente patologico. Vediamo in dettaglio:

Genitori e figli – la famiglia morfostatica

Con questa definizione s’intende una famiglia incapace di evolvere, perché inabile a gestire e sostenere gli inevitabili cambiamenti della vita. Di norma si tratta di un nucleo familiare invischiato, in cui non esistono confini tra i membri: nessuna privacy, le emozioni di uno si ripercuotono sugli altri membri e li condizionano, sovente l’emotività è controllata o coartata. Ciò che la famiglia inconsapevolmente persegue è l’evitamento di ogni evento che possa apportare modificazioni al sistema (M. Selvini Palazzoli). Tutto deve rimanere invariato. Nessuna crisi, nessun conflitto. Essi vengono espressamente negati. Soprattutto ai figli non viene consentito di crescere. Ciò arrecherebbe infatti dei cambiamenti di ruolo nei genitori, che ad un certo punto sarebbero chiamati a responsabilizzarli riducendo cure ed attenzioni. Qualora le figure parentali rappresentino una coppia  poco coesa o se si tratta di un genitore unico, la minaccia percepita riguarda il timore di un vuoto emotivo difficile da colmare. In questa condizione il figlio non è spinto all’emancipazione, il più delle volte per via indiretta o mediante doppio messaggio (Scuola di Palo Alto), nei casi più gravi attraverso svalutazione del suo potenziale. Vediamo nel dettaglio ciascuna di queste modalità e le loro conseguenze con l’ausilio di alcuni esempi clinici.

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Genitori e figli – il boicottaggio dello svincolo

Via indiretta – la comunicazione circa l’impossibilità del genitore di accettare l’autonomia del figlio avviene in maniera non verbale, attraverso modalità che esprimono per es. la solitudine in cui il genitore teme di precipitare, la tristezza che dovrà subire, l’incapacità di provvedere emotivamente a se stesso. Di conseguenza il giovane si trova a sperimentare senso di angoscia e senso di colpa ad abbandonare il nido ed agirà comportamenti volti a boicottare lo svincolo:

Alessandro, trentacinquenne professionalmente realizzato, richiede un consulto di counseling perché negli ultimi tempi si sente “perso e depresso”. Ha avuto molte relazioni sentimentali ma a suo dire: “Non so perché ma non riesco a decidermi, a trovare quella giusta con cui costruirmi un futuro. E allora resto a casa, non è bello tornarsene la sera in un appartamento tutto vuoto!  Mamma è sola, papà non sta bene, almeno da loro posso rendermi utile.” 

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Genitori e figli – il doppio legame

Il doppio legame descrive una comunicazione disfunzionale in cui vengono trasmessi contemporaneamente due messaggi opposti:

Cristina è una donna di quarant’anni. Decide di richiedere un supporto terapeutico perché afflitta da un forte senso di solitudine: “Sono molto triste, praticamente trascorro le mie giornate lavorando e temendo l’arrivo del weekend in cui non so come trascorrere il tempo. Ormai gli amici sono tutti accasati con prole, è drammatico per me incontrarli, ascoltare i loro racconti ed assumere consapevolezza che io sono sola come un cane! Credo c’entrino i miei genitori. Abitiamo nella stessa villetta, su due piani diversi. Quando scendo a cena da loro (non mi va di restare sola) ripetono sempre lo stesso ritornello – cosa fai sempre sola?! trovati un fidanzato! – E poi aggiungono – Certo che tu… con il tuo carattere non sei fatta per stare in coppia, solo noi sappiamo prenderti per il verso giusto!” Doppio messaggio: vai/stai.

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Genitori e figli – le svalutazioni

Valentina è una giovane donna molto fragile. Insicura e spaventata dalla vita, intraprende un percorso di counseling per migliorare l’autostima: “Non mi sento capace di fare nulla. Per questo non spedisco i curricula. Chissà quanta gente migliore di me possono preferirmi! Quando cerco di sforzarmi e rischiare un po’, mi sovvengono le parole di mia madre, purtroppo sapeva individuare ogni mio difetto. Da piccola ricordo che i suoi commenti più frequenti erano “meglio che cucino io, non sei capace.” “tu un domani non saprai badare ad una casa, figurati, non ti ci vedo proprio.” E via dicendo. Fino a che ho cominciato a crederci anch’io. Così ho finito per restare con lei. Che ora è anziana ed ha bisogno di me. 

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Genitori e figli – che fare?

Gli esempi riportati attestano che la difficoltà della famiglia ad affrontare il cambiamento, compromette significativamente l’emancipazione dei figli. Che fare in questi casi?

Nel caso ti sia identificato con la difficoltà dei genitori, un breve percorso di counseling da solo o in coppia, può consentirti di affrontare le paure ed aiutarti a superarle. Con i giusti strumenti, la delicatezza e gradualità necessaria, sarai supportato a raggiungere l’obiettivo di benessere per te ed i tuoi cari.

Nel caso ti sia identificato con la difficoltà dei figli, richiedere un supporto di counseling ti permette di 1. ridefinire gli schemi disadattivi che ti costringono a non evolvere ed esprimere il tuo potenziale 2. apprendere come approcciare in modo adeguato la tua famiglia d’origine per costruire una relazione sana per tutti i membri.

Non ha importanza quanto tempo sia andato perduto, evolvere, crescere è possibile. Ad ogni età.

Studio Psiché – chi siamo

studio psiché milano

Negli ultimi anni, dato l’incremento di richieste, lo Studio Psiché di Milano ha messo a punto un  servizio online di counseling e psicoterapia specificatamente costruito per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento produttivo ed efficace volto a ripristinare la condizione di benessere tale quale al percorso di persona.

E’ disponibile inoltre un servizio di consulenza online per expat  specificatamente dedicato alle esigenze di coloro che risiedono all’estero.

Primo colloquio esplorativo gratuito.

Per approfondire:

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