expat guilt - studio psiché milano

EXPAT GUILT – IN COLPA LONTANO DALLA FAMIGLIA

Expat Guilt – Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo vogliamo occuparci del senso di colpa che origina dall’essersi allontanati dalla famiglia per vivere all’estero e capire come superarlo. L’Expat Guilt traduce il rimpianto, la nostalgia di casa, unitamente alla colpa di non poter essere vicino ai propri cari qualora ne avessero bisogno.

Il sistema famiglia infatti, specie nella cultura italiana, si regge su regole implicite a che i membri siano responsabili l’uno dell’altro. In alcuni casi il ruolo è “designato”: la figlia/il figlio maggiore oppure il piccolo/la piccola di casa in quanto ultimo figlio a lasciare il nido. Se poi i genitori sono anziani o malati, si può mettere in dubbio la validità della propria scelta di vivere all’estero percependola come una colpa. Di per sé l’Expat Guilt definisce uno stato psicologico temporaneo, comprensibile, che può far capolino nella mente e nel cuore di chi vive all’estero. Quando invece diviene sentimento persistente e prolungato, è necessario elaborarlo affinché non sfoci in depressione.

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Expat Guilt – che cosa lo determina?

A causarlo può essere una situazione di crisi o malattia che la famiglia d’origine sta vivendo. Ci si sente allora in colpa per essere lontani, si vive l’impotenza di non poter essere d’aiuto, la colpa per non dar il proprio contributo.

In altri casi a scatenare l’Expat Guilt possono essere i commenti di amici e conoscenti che si domandano il perché della scelta di espatriare o esprimono commenti del tipo “che farai quando i tuoi genitori avranno bisogno?” e ancora “ma ne vale la pena?!”. Possono essere affermazioni innocenti o espresse con superficialità ma che hanno il potere di accendere il dubbio. Specie se l’adattamento alla vita all’estero non è ancora completamente avvenuto, se le difficoltà da affrontare sono molte, se ci si sente soli e lontani.

In ultimo, il senso di colpa può essere dovuto al timore di deludere le aspettative di chi ha creduto in noi e sostenuto il nostro progetto. E’ il caso di quei genitori che sopportano il disagio imposto dalla distanza per il bene e la realizzazione dei propri figli.

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Expat Guilt – il diritto di vivere all’estero

Per superare il senso di colpa è importante vivere gli affetti in modo più flessibile di quanto siamo abituati a fare per nostra cultura. E’ un diritto di ogni figlio costruire il suo futuro dando espressione alle sue potenzialità nella maniera che gli è più consona. Non si tratta di egoismo, ma della capacità di farsi carico della propria realizzazione. Un padre, una madre lo devono sapere quando decidono di vivere la genitorialità: un figlio non nasce per soddisfare le aspettative di chi gli ha dato la vita, ma per esprimere se stesso. E’ nel riuscirci, nel provarci, che mostra la giusta gratitudine verso chi l’ha cresciuto.  Al contrario della colpa, che vincola, che impedisce il movimento, l’amore sano consente e alimenta la libera espressione di chi amiamo.

In risposta ai commenti scettici e preoccupati circa la decisione di vivere lontano dai propri affetti, è opportuno riflettere su come ogni individuo guardi alla realtà dalla propria personale prospettiva. E’ utile considerare quanto tali affermazione possano essere proiettive o reattive alle proprie paure, ansie, incapacità a spiccare il volo.

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Expat Guilt – e se non funzionasse?

E se l’esperienza all’estero si rivela complessa e difficile più di quanto avevamo messo in preventivo? E’ possibile. Bisogna saper resistere, l’adattamento richiede tempi soggettivi. Tempi che ognuno deve saper rispettare confidando nelle proprie risorse e nella validità della scelta che si è presa. Scelta che, come sempre accade, implica imprevisti, cadute, faticose salite, capitomboli che dobbiamo accogliere con morbidezza, senza cadere nello sconforto, nell’autocritica, nel senso di colpa. Accoglierla con morbidezza significa saper essere clementi nei giudizi verso noi stessi, flessibili come giunchi, senza perdere l’entusiasmo ed il piacere di esplorare che hanno contraddistinto la scelta iniziale.

Qualora poi la scelta si dimostri non adatta a noi, possiamo legittimamente ripensarsi. Si sceglie, si prova, si fa esperienza e si cresce nell’esperienza. Diventando qualcosa di nuovo, ridefinendo noi stessi se è il caso.

Expat Guilt – ho fatto la scelta giusta?

Infine, dinanzi a pensieri quali “e se la famiglia ha bisogno di te?” “E se successe questo e quest’altro e tu fossi lontano?” E se. E’ importante non farsi prendere all’amo dalla preoccupazione per il futuro. Confidare piuttosto nella propria self-efficiency, questa la via. Con questa espressione si definisce infatti la convinzione di potercela fare ad affrontare gli eventi. Come a dire, quando e se quelle circostanze si verificheranno, troverò la soluzione migliore, non ottimale, migliore. Esattamente ciò che avrei fatto se fossi restato a casa.

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Expat Guilt – quando proprio si sta male

Qualora l’expat guilt dia luogo a sintomi quali: demotivazione (anedonia), apatia ovvero incapacità a percepire le emozioni, inappetenza o eccessivo appetito, compromissione del sonno (ipo/ipersonnia) o del benessere fisico (cefalee, disturbi gastro-intestinali, psicosomatizzazioni), tono dell’umore e livello energetico costantemente bassi, ricorrenti pensieri ed emozioni negative che affollano la mente, faticabilità, irritabilità, in tutti questi casi è utile chiedere aiuto. Un breve percorso di counseling può supportarci nel ripristinare quel benessere psico-fisico, senza il quale il nostro progetto non potrà essere portato a compimento. Fermarsi, ascoltarsi è sempre la via migliore. Per proseguire il cammino con rinnovata energia.

Studio Psiché – chi siamo

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Negli ultimi anni, dato l’incremento di richieste, lo Studio Psiché di Milano ha messo a punto un  servizio online di counseling e psicoterapia specificatamente costruito per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire al cliente un intervento qualificato, produttivo ed efficace che gli consenta di:

  • godere di uno spazio di ascolto accogliente e supportivo in cui poter apprezzare il tempo di ogni sessione,
  • fornirgli gli strumenti più idonei a risolvere il disagio,
  • beneficiare di un intervento pensato per lui, in termini di caratteristiche personologiche, esigenze e peculiarità,
  • favorire nel minor tempo possibile il rinnovato benessere psichico.

E’ disponibile inoltre un servizio di consulenza online per expat  specificatamente dedicato alle esigenze di coloro che risiedono all’estero.

Primo colloquio esplorativo gratuito.

Per approfondire:

colloqui di counseling di che si tratta?

studio psiché – consulenze online

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Studio Psiché collabora con expat.com