Ansia Sociale Studio Psiché Milano Dr. F. Minore

ANSIA IN MEZZO ALLE PERSONE? E’ L’ANSIA SOCIALE

Ansia in mezzo alle persone? E’ l’Ansia Sociale.

E’ caratterizzata dalla paura di essere osservati e giudicati o dal timore di fare una pessima figura durante l’esecuzione di un compito. Con l’ausilio della Dr. Francesca Minore dello Studio Psiché di Milano, di seguito ne analizziamo le cause ed il trattamento più efficace.

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Le cause

La paura di fare brutta figura, di sentirsi inadeguati in pubblico, può esordire a causa di un’esperienza negativa o accompagnare la persona fin dall’infanzia. In entrambi i casi è determinata dalla necessità di voler evitare con tutte le forze di sentirsi derisi, umiliati, ridicolizzati. Si ritiene infatti di non riuscire a sopportarne le conseguenze, ossia una profonda vergogna e la considerazione di sé come persona debole, incapace, inadeguata.

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L’origine

La nostra storia parla sempre di noi e racconta come siamo andati formando gli schemi cognitivi ed emotivi che ci guidano. L’ansia in mezzo agli altri ingenera quando le figure di riferimento sono state rigide, controllanti, preoccupate loro stesse dal rischio costante di mostrarsi inadeguati. Hanno perciò attributo grande valore alle aspettative degli altri e al non deluderle.

In altri casi l’educazione impartita è stata svalutante, ipoaffettiva, umiliante.

Conseguentemente la persona affetta da ansia sociale ha sviluppato un carattere introverso, inibito, tutto teso ad evitare la sanzione sociale e l’ostracismo del gruppo.

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Gli schemi mentali ed emotivi

Comprendere il modello cognitivo di chi prova ansia in mezzo alle persone è fondamentale. Infatti tale consapevolezza è il primo passo per superare il disagio.

Proviamo a capire dunque…

1. Che accade “nel prima”?

La persona è dominata da una serie di credenze disfunzionali circa se stessa e gli altri. Per esempio ritiene di non riuscire, di non piacere, di essere inabile, di avere una propensione alla brutta figura, talmente brutta, da provocare nel gruppo giudizi severi.

Nella sua visione, gli altri, sempre più brillanti e capaci di lui, sono attenti a scovare, esaminare e criticare aspramente le sue fragilità.

Queste convinzioni governano la sua mente e danno origine a ruminazioni costanti, specie in vista di un’esperienza sociale o professionale. Pensieri, ricordi ed immagini catastrofiche affollano la mente anticipando comportamenti e sensazioni che lo esporranno indiscutubilmente alla critica o al rifiuto. Di conseguenza, la persona adotta comportamenti protettivi tesi ad evitare la minaccia. Può prepararsi cosa dire, decidere di tenere lo sguardo basso, di stare in disparte, di non parlare, di mantenere una postura rilassata: questa preparazione ed automonitoraggio costante, non fanno però che alimentare pericolosamente l’ansia sociale e la probabilità di un esito infausto.

E dunque, già nella fase anticipatoria, è l’atteggiamento assunto (ipercontrollo) ad accrescere esponenzialmente la probabilità di insuccesso.

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2. Che accade “durante”?

Fuori a cena con amici, durante una presentazione, semplicemente camminando per strada, chi sperimenta l’ansia in mezzo agli altri è focalizzato continuamente su di sé e purtroppo in modo ipercritico. Si osserva, monitora, svaluta e si controlla ulteriormente, in un circolo vizioso senza fine.

La metavergogna, ossia la tendenza a vergognarsi della propria vergogna ed il tentativo a che gli altri non si accorgano della propria vergogna, lo tiene impegnato in un infruttuoso ulteriore ruminare.

In questo stato di disagio, la persona non fa che confermare l’opinione negativa di sé ed incrementare la sua condotta protettiva.

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3. Il feedback degli altri

Il riscontro presumibilmente non sarà buono purtroppo. Lo stato d’animo controllante e rigido che governa chi soffre di ansia sociale, viene interpretato dagli altri come distacco, freddezza, chiusura. Le persone vivono l’interlocutore come non interessato a loro e dunque non interessante (esperimenti Curtis/Muller).

4. Che accade “nel dopo”?

Una volta rientrato a casa, chi prova ansia in mezzo agli altri darà una valutazione di sé e dell’esperienza vissuta estremamente negativa. Si denigrerà come ritiene stiano facendo gli altri verso di lui.

Ed è questa condizione che integrerà nei suoi schemi cognitivi ed emotivi la conferma ulteriore del suo disvalore visibile a tutti.

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Come uscirne?

Il trattamento adottato dallo Studio Psiché Milano  presuppone l’accoglienza del disagio che la persona sta vivendo e l’ascolto delle modalità da lei adottate per contrastarlo, con particolare riguardo a pensieri ed emozioni. In breve tempo ciò permette di valutare insieme come sviluppano i sintomi e quali sono i fattori di mantenimento/aggravamento del disturbo, per esempio i circoli ricorsivi di pensiero. Lo scopo è rendere la persona consapevole e ricettiva ad accogliere strategie più funzionali ed adattive.

Successivamente si lavora insieme ai temi di vita, alle esperienze pregresse, al concetto che la persona ha di sé e della sua capacità di far fronte agli eventi. Ciò implica la graduale costruzione di schemi cognitivi ed emotivi più oggettivi e sani, che includano anche potenzialità e risorse a cui non presta sufficiente attenzione o che non sa valorizzare.

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Infine si sceglie come impostare il percorso esperienziale volto all’acquisizione delle nuove abilità sociali. In questa, come in ogni altra fase del percorso, il trattamento che utilizziamo prevede che la persona sia coinvolta nel processo decisionale, così da incrementarne la motivazione e vincere le difficoltà.

Il percorso esperienziale è dunque finalizzato a potenziare la sicurezza in sé e la capacità di relazionarsi agli altri . Con il supporto della Dr Minore si sperimentano esercizi di role playing, simulate, modeling, finalizzati all’apprendimento di nuove strategie (social skills training).

Il risultato finale guiderà la persona verso una nuova, più obiettiva visione di sé, degli altri e della realtà circostante e all’assimilazione di nuove abilità relazionali. Per cominciare a vivere pienamente il proprio diritto a stare nel mondo ed esprimersi.

Contatta lo Studio Psiché di Milano.