studio psicologia e counseling milano perché tradisco?

PERCHE’ TRADISCO?

Perché tradisco? Ogni volta, ripetutamente, sempre? – Cosa si cerca nel tradimento e quali sono le ragioni profonde che spingono a tradire. Scopriamolo insieme.

Perché tradisco? Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psicologico Milano con la counselor professionista Dr. Francesca Minore, qui ci interessa esplorare le motivazioni che spingono a tradire il partner. Solo conoscendo profondamente noi stessi, siamo infatti liberi di decidere ciò che veramente desideriamo.

Nel blog, sul tema, leggi anche Il Tradimento in amore.

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I motivi per cui accade

Cominciamo dal comprendere quali sono le ragioni per cui si tradisce il partner. Appartengono perlopiù al seguente ordine di fattori:

1. Impossibilità a veder soddisfatti i propri bisogni nella coppia

Quando in una coppia mancano complicità ed intesa emotiva, anche la comunicazione si impoverisce e viene relegata a brevi ed asettici scambi di servizio. Poiché la sessualità rappresenta pure una modalità espressiva, succede che si inaridisce anch’essa. Tra i partners è allora un velo sottile che, se non c’è la volontà di rimuoverlo, si fa sempre più spesso, fino a divenire un vero e proprio muro impenetrabile.

Chi vive questa condizione, gradualmente e forse impercettibilmente, va perdendo in autostima. Ciò accade perché molti aspetti del Sé risultano inibiti, non più vitali, aridi. J. Kepner asseriva che il Sé può essere metaforicamente descritto come una casa fatta di molti locali. Che se lasciati nell’oscurità, con le porte chiuse a chiave, relegano lo spazio vivibile a pochi metri quadri. Un piccolo luogo asfittico in cui l’energia vitale non può che appassire.

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In questo stato, il tradimento può rappresentare la via di fuga. L’entusiasmo, la pienezza, il calore che arreca sentirsi di nuovo considerati, sembrano poter scaldare e riempire l’organismo. In realtà spesso si tratta di un fuoco fatuo. Di una trasgressione che trascina con sé il disagio del conflitto, del senso di colpa, della confusione generata dal bivio su cui conduce.

Che fare?

Per uscire dalla stagnazione, la soluzione migliore è guardarsi dentro. Per riconoscere i propri più profondi bisogni. Se è ancora vivo il sentimento verso e con il partner, è possibile effettuare un breve percorso  in coppia volto a scoprire nuovi modi di stare insieme. Altrimenti un percorso individuale è indicato per riconoscere la fine dell’amore e ricominciare da se stessi, da ciò che si vuole diventare.

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2. Paura del legame

Si può tradire il partner pur amandolo? Sì, e non è un paradosso. La ragione va rintracciata nel vissuto personale. La capacità di amare e di essere amati è fortemente correlata ai primi attaccamenti (J. Bowlby, M. Ainswoth). Quando i legami con le figure di riferimento sono stati carenti, instabili, traumatici, la sofferenza infantile viene tramutata in una sorta di corazza. Serve a difendersi dalla possibilità che quell’acuto dolore possa essere riesperito. Poiché ogni individuo sente istintivamente il desiderio di amare, la persona, ormai adulta, si lascerà conquistare dall’amore, proverà a viverlo con impegno ed entusiasmo. Ma amare e lasciarsi andare, affidarsi all’amore, sono aspetti diversi. La paura, veicolata dai fantasmi del passato, può far capolino in maniera subdola, non consapevole, e manifestarsi con l’attrazione per qualcuno al di fuori dalla relazione, da noi due. Qualcuno che inconsciamente rappresenti il mezzo per non investire completamente nel rapporto d’amore.

E allora il tradimento può sembrare irrinunciabile, qualcosa che non si riesce a controllare. Può coinvolgere lo stesso amante a più riprese o figure diverse che si alternano nel tempo lasciando confusi, in preda al senso di colpa o all’autodenigramento.

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Che fare?

E’ necessario sbarazzarsi dei fantasmi, ossia chiudere i cerchi del passato per divenire finalmente liberi di amare ed essere amati. Un efficace percorso di counseling propone in questi casi di portare ad emersione il proprio stile di attaccamento evitante ed i motivi che lo hanno determinato. Non si tratta di riaprire antiche ferite come molti temono, ma di unire i pezzi del puzzle ora sparsi sul terreno. Si tratta di ricomporli per diventare più forti, per darsi il permesso, per lasciare definitivamente alle spalle ciò che è stato e respirare nuova vita. Quella che si desidera.

3. Il tradimento avviene in funzione della necessità a vincere la noia

Pur desiderando vivere una relazione stabile, c’è chi sente tale bisogno costantemente minacciato dall’irrequietezza e dalla noia. Alcuni ne hanno un vero e proprio timore angoscioso, perché consapevoli che, quando accadrà, quando avvertiranno la noia, non saranno in grado di trattenersi. Si vedranno costretti a rendere di nuovo la vita eccitante tradendo. Succede quando, fin dall’infanzia, agli individui è stata negata l’espressione di se stessi ed il raggiungere del proprio spazio di autonomia. E cioè mancata loro la legittimazione dei genitori, intenti ad appagare solo i propri bisogni. Naturale che, per ricevere riconoscimento, il bambino abbia ceduto alla volontà genitoriale, rinunciando definitivamente a divenire se stesso.

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L’ effetto di tale vissuto  è stato la massiccia repressione della propria verità in cambio di amore e riconoscimento. Di cui anche da adulti rimane talmente intenso il bisogno da non essere mai soddisfatto. Questa la causa della spinta a sedurre di continuo. E’ alimentata dall’esigenza di ottenere rispecchiamento positivo e di colmare temporaneamente il profondo vuoto in cui la storia di vita ha precipitato la persona.

Che fare?

E’ importante rinforzare il proprio fragile Sé, cioè rendersi consapevoli di quanto profondamente si merita di essere accolti ed amati senza necessariamente indossare una maschera brillante. Ciò che in passato non ha avuto riconoscimento, può averlo oggi. Non serve (e di fatto non basta!) il rispecchiamento positivo degli altri, serve il proprio. Un buon percorso di counseling può supportare la persona in questo viaggio. Volto alla validazione profonda, autentica, definitiva, di sé.

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Incapacità di mettere la parola fine ad un amore ormai concluso

Chiudere un legame su cui si è investito non è mai facile. Nemmeno fare i conti con le proprie aspettative infrante. Specie per coloro che dell’abbandono già conoscono il gusto amaro, dolorosissimo, perché ne hanno fatto esperienza nel passato. Per lo più antico, ma anche già adulti. Abbandono non significa necessariamente esser stati lasciati soli fisicamente. Anche, ma non solo. Vuol dire non aver goduto di una base sicura a cui appoggiarsi e da cui partire alla costruzione della propria. Questa condizione di vita può aver portato la persona a resistere pur in un rapporto insoddisfacente. Perché ha imparato a non meritare di meglio, perché conserva nelle ossa la memoria dello strappo. E allora, perché tradisco? Perché non so lasciar andare…

Che fare?

Costruire la base sicura che nel passato non si è potuta realizzare. Essa consiste della conoscenza e confidenza circa le proprie risorse personali, il proprio valore, la capacità di prendersi cura di sé. Diventare indipendenti e forti non significa infatti dover condurre la propria vita da soli. Vuol dire piuttosto saper contare su se stessi, saper riconoscere in sé le potenzialità utili a condividere la navigazione con gli altri – condividere è un dono, ma anche, quando necessario, potersi allontanare se gli altri nutrienti non sono. Ancorati alla propria, personale base sicura, sarà allora possibile andar incontro a nuovi amori, a nuovi altri con cui dividere l’esistenza. In questo senso un breve intervento di counseling offre l’opportunità di acquisire la stabilità ed il potere personali che ogni individuo merita di possedere.

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Desiderio di punire il partner

“Perché tradisco? Perché è giusto che provi lo stesso dolore che ha procurato a me.” Seduta di fronte a me è una persona estremamente ferita. Non si sarebbe mai aspettata che la sua fiducia inossidabile fosse violata. Sì, perché ciò che ha esperito è una violazione profonda, traumatica. Da cui sono conseguite caduta dell’autostima e senso bruciante di umiliazione. In questa condizione di estrema sofferenza, il tradimento rappresenta l’estrema rivendicazione del dolore subìto. Ma proprio per questo la consolazione, la rivalsa è solo transitoria e mai totale. La ferita rimane invece aperta. E condiziona la capacità di ricostruire la propria esistenza.

Che fare?

Ogni ferita, per guarire definitivamente, merita di essere riparata. Merita di essere curata in maniera efficace. E’ quindi necessario che, una volta depositata la polvere delle macerie, la risalita cominci dal ricostruire il proprio Sé. Partendo dalla restituzione delle responsabilità. Serve a lavar via ciò che non si meritava, ciò che ingiustamente si è subìto. E’ poi importante assumere consapevolezza dei motivi che hanno condotto a quella situazione. Un simile percorso introspettivo gradualmente consentirà di riabilitare la visione che si ha di se stessi e di apprendere modalità di relazione nuove mediante cui mai più rivivere una tale esperienza. Per poi, rinnovati e forti, scoprire di essere ancora capaci di amare.

studio psicologia e counseling milano perché tradisco?L’epoca dell’“amore liquido”

Z. Bauman così definiva l’amore vissuto nella società attuale. Una società priva di riferimenti e di educazione sentimentale. Un mondo consumistico in cui la soddisfazione fugace e superficiale ha preso il posto della costruzione, dei riti, dell’intimità profonda. Ne consegue che a volte la risposta alla domanda – perché tradisco? – sia banale seppur vera: tradisco per superficialità o perché mi risulta estraneo il concetto che la mia libertà termina laddove qualcun’altro ne fa le spese.

Purtroppo l’uso della tecnologia, oggi diffuso ma ancora neonato, non dispone dei giusti anticorpi. La rete offre occasioni facili, abbordabili, mediante cui soddisfare gli appetiti e la trasgressione ha perso ogni connotazione negativa.

Che fare?

Divenire adulti consapevoli è frutto di un percorso di crescita articolato, in cui va alimentato ogni aspetto del Sé, inclusa la capacità di essere in contatto con le proprie ed altri emozioni. Un percorso di crescita che non può prescindere dal dialogo, dalla condivisione con le proprie figure genitoriali e di riferimento. Ad amare si impara.