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PELLE E PSICHE – IL LINGUAGGIO DELLA PELLE

La pelle è funzione di contatto tra il Sé e l’ambiente esterno. Per questo esprime, con un proprio linguaggio d’organo, lo stato dell’organismo.

Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psicologico Milano con la counselor professionista Dr. Francesca Minore, qui viene affrontato il rapporto tra pelle e psiche ed il linguaggio psicosomatico dei disturbi dermatologici.

Nel blog le psicosomatizzazioni sono affrontate anche negli articoli relativi alla cellulite, alla colite, alle dermatiti, all’acne, al diradamento dei capelli. Ad essi si rimanda per un approfondimento.

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La pelle, organo di comunicazione

La pelle è ciò che appare di noi in superficie. Per questo rappresenta il biglietto da visita con cui ci presentiamo al mondo. La pelle parla della nostra persona: dove viviamo, quanti anni abbiamo, se stiamo bene fisicamente e psicologicamente.

La cute è dunque confine esterno del Sé ed al contempo strumento di comunicazione: attraverso l’epidermide, lo strato dermico più superficiale, l’organismo sente, accoglie, sperimenta, entra in contatto con l’altro e con l’ambiente. Ma anche esprime emozioni ed affettività in uno scambio con la realtà esterna costante ed imprescindibile.

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Ma la pelle ha anche una funzione ulteriore.

L’importanza della memoria dermica

Esiste una memoria antica, precedente a quella cerebrale, la memoria dermica. Fin dai primi istanti dopo la nascita, la modalità attraverso cui il neonato viene tenuto, carezzato, massaggiato ed ancora l’intensità del tocco, la sua durata, la qualità, tracciano una memoria somatica indelebile. Strutturano un linguaggio emozionale profondo ed assolutamente personale.

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E’ quindi l’accudimento genitoriale a rispecchiare al figlio il senso di Sé: se il suo corpo viene coccolato, egli imparerà istintivamente a riconoscerlo e a dargli valore. Se viene accolto ed amato, egli si permetterà di accogliere ed amare se stesso. Se le sue emozioni negative (pianto, dolore, rabbia) ricevono ascolto (il piccolo viene cullato, carezzato), egli si permetterà di ascoltarle senza reprimerle.

Nessuna parola successiva avrà potere così grande.

Anzi, le formulazioni mentali – e dunque anche verbali – emergeranno dall’esperienza soggettiva pre-verbale, la quale è prioritariamente tattile.

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Il linguaggio della pelle e le sue patologie

Per tutta la vita, la pelle registra le informazioni provenienti dall’esterno. E per tutta la vita la nostra interiorità continua ad esprimersi attraverso di essa.

L’epidermide diviene dunque luogo privilegiato su cui incidere la nostra storia.

E la modalità attraverso cui percepiamo ed entriamo in contatto con la pelle (avendone cura, bistrattandola o sottoponendola ai ferri del chirurgo) viene inevitabilmente condizionata dalla nostra storia.

Il rapporto psiche e soma

Già W. Reich e poi J. Kepner avevano evidenziato l’inscindibile legame tra psiche e soma.

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La pelle può farsi tesa e rigida su di un torace costantemente espanso a mo’ di scudo protettivo. Serve a difendersi da un contatto con l’esterno percepito come pericoloso. La pelle acneica di un adolescente può esprimere il disagio interiore determinato dalla preoccupazione di rapportarsi agli altri in una veste nuova. Ancora, l’eccessiva produzione di sebo può manifestare l’inquietudine e la vergogna per il trambusto pulsionale di quell’età evolutiva.

La pelle dunque

racconta, attraverso rughe, pieghe, solchi, ma anche piercing e tatuaggi.

reclama e si ribella quando non ascoltiamo le esigenze dell’organismo.

cambia quando la persona cambia.

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Disturbi della pelle e psiche

Sulla base di quanto espresso, è possibile ricavare precisi quadri psicosomatici dall’osservazione delle patologie dermiche. Si delineano grazie al significato simbolico implicito nella sintomatologia. Infatti ogni organo, ogni apparato ed ogni funzione corporea (incluso il derma e le sue funzioni) possono essere indagati come rappresentazioni concrete di analoghe rappresentazioni mentali (immagine psichica corrispondente).

1. Dermatite atopica

La cute appare in genere disidratata ed irritata. Il prurito è intenso. A livello simbolico, l’irritazione dell’organismo può esprimere un bisogno di contatto. La disidratazione, un bisogno di nutrimento affettivo insoddisfatto. Il prurito – richiedendo di grattarsi, di toccarsi di continuo – focalizza l’esigenza di attenzione e carezze. Persino i graffi che la persona si procura possono rappresentare un’acuta ed estrema richiesta di aiuto, calore, contenimento affettivo.

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2. Reazioni allergiche

Sono causate da un allergene e procurano reattività dermica in varie forme. Nel linguaggio somatico, la patologia esprime la  reattività esasperata dell’organismo rispetto ad un bisogno o a una condizione. E la manifesta sensibilizzando la pelle ad alcuni elementi.

3. Psoriasi

La pelle è ricoperta da squame grigiastre, le quali, irritate, si arrossano. Le parti del corpo maggiormente colpite sono la testa e gli arti. Cosa  esprime l’organismo attraverso questa somatizzazione? Le braccia servono ad entrare in contatto con la realtà esterna, le gambe a muoversi in essa. La testa accompagna ogni passo. La patologia lamenta quindi il disagio dell’organismo rispetto all’agire nel mondo. Manifesta il timore di poter fallire laddove le aspettative siano eccessive. Le squame spingono all’esterno la tensione interiore. Il senso di frustrazione e l’aggressività repressa sono invece retroflesse sul soggetto stesso.

studio psicologia e counseling milano pelle4. Dermatite periorale

In questo caso ad essere infiammato è il volto. La cute si presenta arrossata e secca. Possono comparire pseudo-pustole. Il disagio riguarda dunque il viso, ossia l’area di contatto più immediata con l’ambiente. Le pustole rivelano la resistenza inconscia ad entrare in relazione, per esempio “mi faccio brutto per non essere avvicinato”. E’ presumibile che il soggetto abbia sviluppato un senso di indegnità o di colpa nel suo ambito affettivo, che vive come poco nutriente, arido (secchezza). La rabbia conseguente trova via di espressione nell‘irritazione e nell’arrossamento del volto.

La cura: il piano dermatologico e quello psichico

Si tratta di esempi generici che vanno adattati ad ogni singolo caso, ad ogni storia di vita personale. L’intervento dermatologico permette di risolvere efficacemente le patologie dermiche.

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Il piano psichico

Sul piano psichico, l’espressione per via somatica dei sintomi rappresenta la modalità estrema dell’organismo affinché venga prestata attenzione e data soddisfazione a bisogni o conflitti irrisolti. Quando il problema cutaneo compromette in maniera significativa il benessere, l’intervento psicologico fornisce uno spazio di ascolto protetto ed accogliente in cui il disagio può essere consapevolizzato e risolto.

Se ciò non avviene, la saggezza del soma farà sì che i sintomi si ripresentino a distanza di tempo o che vengano trasferiti in un altro distretto corporeo, generando nuovi disturbi volti a riaffermare il bisogno dell’organismo ad essere ascoltato e compreso.

Per saperne di più, vieni a trovarci nel nostro Studio Psicologico a Milano.

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