studio psicologia e counseling stresa 6 milano il narcisista

IL NARCISISTA. COME RICONOSCERLO?

Quali sono le caratteristiche della personalità narcisista? Come rapportarsi ad un partner narcisista? Quando si può parlare di disturbo narcisistico di personalità?

La personalità narcisista. Il tema trova spazio anche nelle pagine dedicate alla dipendenza affettiva, al dismorfismo corporeo, al significato psicologico della bellezza e dell’amore ai nostri giorni. A questi articoli si rimanda per un ulteriore approfondimento.

Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psicologico Milano con la counselor professionista Dr. Francesca Minore, qui ci interessa esplorare la struttura caratteriale del narcisista, distinguendo il narcisismo sano dal disturbo. Interessa poi considerare le modalità adeguate di approccio a questo tipo di personalità, come trattare un narcisista dunque.

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Il narcisista. La definizione deriva dal nome dello splendido giovane che, innamoratosi della sua immagine nell’acqua di uno stagno, per raggiungerla affoga. Il mito narra quindi della vanità, dell’incapacità a concepire amore che per se stessi.

Narcisismo sano e patologico

C’è differenza tra “narcisismo” e “distrurbo narcisistico di personalità“? S. Freud definisce “narcisismo primario” una fase dello sviluppo infantile: il neonato sperimenta uno stato psichico in cui il Sé ed il fuori-da-Sé risultano del tutto indifferenziati. Con “narcisismo secondario” egli fa invece riferimento ad uno stadio evolutivo successivo. Quello nel quale il bimbo, ormai in grado di differenziare se stesso dall’esterno, compie un investimento affettivo su di un oggetto d’amore altro da lui. Esiste dunque una componente narcisistica sana in ogni individuo.

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Ciò detto, è di utilità immaginare un continuum che va dal narcisismo sano a quello patologico, il disturbo appunto. Poiché distinguerli non è così immediato, possiamo semplificare affermando che, come Ovidio ben racconta nel mito, il narcisismo patologico si ha quando l’individuo  è incapace di investire affettivamente su qualcuno che non sia stesso. E non solo…

Il narcisista. La personalità scritta sul corpo

Quadro somatico

Come ben attestano i principi della bioenergetica, il nostro vissuto è scolpito sul soma. Il quale disloca e poi scarica l’energia corporea in eccesso (A. Lowen). Da ciò consegue che differenti tipi caratteriali presentano diverse strutture somatiche. Infatti l’individuo, in base al suo temperamento, rafforza quegli aspetti di personalità che si mostrano funzionali all’adattamento, rinunciando ad altri per difesa e protezione. Il risultato appare visibile sul corpo. Che viene “modellato” fino a definire una sorta di armatura caratteriale dotata di connotazioni ben specifiche.

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Nel caso della personalità narcisista, il corpo tende ad essere statuario, ben proporzionato, elegante. Forgiato per incarnare il modello ideale ammirato dal contesto esterno. Il narcisista ha di norma le spalle larghe ed il torace espanso, a fungere da piedistallo. Il bacino è stretto e le gambe sottili, in quanto la parte inferiore del corpo risulta meno caricata energeticamente. Gli occhi sono vivaci e seduttivi. Servono a controllare e manipolare la realtà. La mascella tende a rimanere in tensione, come a contenere il bisogno di aiuto che il narcisista non si permette di manifestare. Collo e colonna vertebrale risultano altrettanto tesi, nel costante sforzo di mantenersi all’altezza delle richieste ambientali.

Quadro energetico

Sul piano energetico,  la carica è concentrata nella parte alta del soma, a mantenere il controllo. Bacino, fianchi e gambe trattengono invece poca energia, non essendo il narcisista in contatto con i propri autentici bisogni.

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Per quale ragione una persona sviluppa uno stile di personalità narcisistica?

Fin da piccolo il narcisista ha lungamente cercato di esprimere se stesso e di raggiungere un proprio spazio di autonomia. Nel farlo, si è curato di ottenere il consenso ed il supporto dei genitori. E proprio questa legittimazione gli è sempre mancata.

Al bambino veniva piuttosto richiesto di appagare i bisogni genitoriali di un padre o di una madre più attenti a se stessi che a lui. Tale manipolazione implicita era veicolata e rinforzata da messaggi gratificanti ma illusori. Per esempio lo si convinceva di essere speciale, superiore ad ogni altro, “la principessa di papà”, “l’ometto della mamma”. Naturale che, come ogni bimbo, per continuare a ricevere riconoscimento, egli abbia ceduto alla volontà dei genitori, rinunciando definitivamente a divenire se stesso. Seduzione velata e lusinghe hanno quindi alimentato il suo ego ad esclusivo vantaggio di chi l’ha cresciuto.

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Gli effetti del vissuto infantile sulla personalità narcisistica

Il vissuto infantile sopra descritto dà origine ad un falso Sé onnipotente, grandioso, desideroso di potere, in contrapposizione ad un autentico Sé fragile, autosvalutante. Il primo in risposta all’ambiente in cui il narcisista è cresciuto. Il secondo come risultato di una massiccia repressione dei propri bisogni e della propria verità, in cambio di amore e riconoscimento. Va da sé, crescere col mito di se stessi è dura. Soddisfare le immense aspettative del proprio ideale pure. Per questo il vero Sé deve rimanere nascosto: bisogna far in modo che la propria autentica natura, ritenuta impossibilitata a piacere e ricevere amore (così è accaduto nell’infanzia), non esca mai allo scoperto. Pena l’emergere di importanti sentimenti di vergogna ed autodenigrazione.

E maggiore è la repressione, maggiore è il disagio, fino a definire un quadro di narcisismo patologico.

Il carattere del narcisista

Lo sforzo costante del narcisista è volto a coprire i sentimenti di inadeguatezza e rabbia mediante la costruzione di un’immagine di sé che all’esterno appaia grandiosa, di successo, vincente.

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Il suo umore è di conseguenza altalenante e dipendente dal riscontro esterno. Inoltre, preoccupato costantemente che il proprio valore venga messo in discussione, il narcisista malsopporta la critica. E per ovviare al rischio, reagisce d’anticipo mostrando distacco, disprezzo, arroganza.

Il narcisista ritiene di meritare attenzione, di essere riconosciuto superiore, di essere dotato di fascino. Pure è assorbito da fantasie di amore ideale e nutre la convinzione di essere un gran amatore. In altri momenti però, specie quando il riconoscimento esterno non arriva, il vuoto profondo fa capolino. E’ allora la crisi ed il crollo. In simili circostanze, il dolore è tale che il narcisista può decidersi a chiedere aiuto. Ed è un occasione unica per risolvere il proprio disagio, per riprendere contatto con il suo Sé reale ed elaborare l’antico dolore. Per esempio rivolgendosi ad un counselor professionista capace di empatia ed accoglienza, ciò di cui sente disperatamente il bisogno.

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Narcisismo e amore

Relazioni sentimentali

Sono improntate  alla manipolazione, del resto questo ha imparato dalle figure affettive della sua infanzia. Per la stessa ragione, non è capace di empatia. Non è in grado cioè di ascoltare profondamente l’altro ed i suoi bisogni. Le sue attenzioni sono superficiali, mirate a sedurre, a controllare, a ricevere lui. Desensibilizzato al contatto autentico che in passato lo ha tanto ferito, può far male rimanendo insensibile al dolore che provoca. Al contempo il narcisista risulta incapace di riconoscere i suoi stessi sentimenti ed emozioni.

Bisogno di conferma

Ingabbiato nel suo mondo di specchi, nel rapporto amoroso egli ricerca puramente la sfida, la conquista. Sceglie il partner avendo solo cura di mettersi al fianco una persona che dia conferma del suo valore, del suo successo. E’ corretto affermare che il narcisista patologico vive talmente nell’illusione e nella menzogna, da non riconoscere più la verità. Ha imparato infatti a negarla per difendersi. Prigioniero di se stesso, sperimenta come reale solo ciò che avviene nei suoi pensieri.

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Comportamenti tipici del narcisista (A. Lowen)

  1. Insensibilità o indifferenza al sentire altrui, nonostante una buona capacità di comprensione della loro personalità.
  2. incapacità a riconoscere i propri autentici sentimenti. Il narcisista ha imparato a dissociarsene per non soffrire, per evitare il rifiuto, per non sentire le emozioni negative che non riesca a contenere. Così egli nega la tristezza per non sentire la rabbia conseguente; non prova amore per non sperimentare il dolore, ecc.
  3. ricorso costante alla menzogna. A cui finisce lui stesso per credere perdendo il contatto con la verità. Il narcisista vive recitando difensivamente una parte.
  4. tutto gli è dovuto. Focalizzato al raggiungimento dell’obiettivo, non conosce il limite tra il giusto e lo sbagliato. Neppure conosce il senso di colpa, pur asserendo di provarlo e mostrandosi mortificato. Nei casi estremi, è talmente egocentrato da rendersi protagonista di atti sconsiderati o illeciti.
  5. non conosce il suo corpo. Non lo contatta. Esso rappresenta solo uno strumento tramite cui soddisfare l’illusorio falso Sè. Un mezzo da esibire ad uso e consumo del successo esterno. Per questa ragione il piacere erotico non lo interessa davvero. Gli preme solo sedurre il partner, a discapito della qualità delle sue relazioni.
  6. convinzione che ciò che pensa sia reale, malgrado l’evidenza dei fatti.

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Come trattare un narcisista?

E’ la domanda che si pone chi ama un narcisista. In realtà, come sempre, è bene interrogarsi su cosa spinge a stare nella relazione. Di norma il narcisista seduce persone non dotate di forte temperamento, perchè più manipolabili. Chi cerca conferme alla propria bassa autostima può quindi caderne vittima. Può trarre illusorio conforto dalle sue continue lusinghe, dalla sua abilità a far sentire l’altro unico e speciale. D’altro canto lui stesso, nel suo passato, ha subito lo stesso trattamento. Lui stesso è stato sedotto e strumentalizzato.

Chi cerca un partner da cui ricevere il sostegno che ritiene di non potersi dare autonomamente può altresì cadere nel gioco del narcisista. Egli infatti mostra una patina di sicurezza che può venir fraintesa: in realtà non è interessato ad offrire alcun supporto, piuttosto a ricevere un rispecchiamento positivo per se stesso.

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Il mio partner è un narcisista

All’interno della coppia si innesca sovente una dinamica vittima-persecutore. Sono queste relazioni improntate all’incertezza, in quanto il narcistista si mostra sfuggente, imprendibile. E’ così l’altalena emotiva di gioia-dolore-speranza a tenere avvinta la vittima. Fino ad ingenerare in lei una vera e propria dipendenza affettiva. Come risultato, nel tempo questa finisce per credere di essere inetta, colpevole, meritevole del disprezzo o dell’isolamento in cui viene tenuta dal persecutore. E la definizione persecutore è calzante. Infatti, come ben sottolinea O. F. Kernberg, il disturbo narcisistico può sfociare in sindrome da stalking, aggressività, atti di crudeltà e sadismo (Kernberg, narcisismo maligno).

In tutti i casi si tratta di relazioni dolorose ma durature. Infatti non è facile resistere all’incantesimo che inizialmente il narcisista è uso lanciare. Non è facile rinunciare alla speranza. Speranza di conquistarlo, di trattenerlo o di guarirlo. Specie perché il narcisista torna sempre. Anche quando, con fatica e tanta pena, il partner prova a chiudere il rapporto. E quando torna, giura caldamente di aver compreso e di essere disposto a cambiare. Ma le sue affermazioni hanno purtroppo l’unico obiettivo di mantere il controllo sulla preda… e dunque, che fare?

Come aiutare un narcisista?

E’ possibile? Partiamo dal presupposto che ogni tipo di percorso terapeutico o di counseling professionale è utile quando la persona è determinata ad

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effettuare un cambiamento che la riguardi. Al contrario, cambiare gli altri è impossibile. Il partner affetto da narcisismo patologico può ottenere dei risultati da un percorso di counseling, se in un momento di forte disagio sceglie autonomamente di intraprenderlo. Funziona inoltre, se lo scopo del percorso non è la riconquista dell’amore, ma la comprensione ed il superamento del proprio vuoto interiore.

La persona innamorata di un narcisista

Per quanto concerne la persona che ama il narcisista, è fondamentale che si interroghi circa la propria condizione. La relazione ha prodotto degli effetti negativi sulla sua esistenza? sulla visione di sé? Se la risposta è positiva, il sostegno di un counselor professionista le è di grande utilità. Le è di aiuto per ritrovarsi, per non andare in frantumi, per scoprire di meritare, per imparare ad amarsi. Amarsi è infatti il pre-requisito per poter essere amati.

Per saperne di più, vieni a trovarci nel nostro Studio Psicologico a Milano.

Contatti

E’ possibile fissare un colloquio esplorativo, gratuito e non vincolante con la Dr. Francesca Minore presso lo studio di counseling a Milano, in via Stresa, 6, nei pressi del centro della città, zona Gioia/Centrale. Lo studio è facilmente raggiungibile in auto, ma anche con le varie linee del trasporto pubblico:

  • Metro MM2/MM3 Centrale, MM2 Gioia, MM3 Sondrio;
  • Bus n° 81, 43, 42;
  • Tram n° 5.

Per accedere al servizio di counseling della Dottoressa Francesca Minore, è necessaria la prenotazione. Potete effettuarla nelle seguenti modalità:

Primo incontro esplorativo gratuito

Parteciperete senza impegno ad un colloquio preliminare, in cui potrete conoscere la counselor Dottoressa Francesca Minore e capire come lavora. Potrete decidere di conseguenza come procedere e se intraprendere un ciclo di incontri di counseling atti a risolvere i vostri problemi e a migliorare la vostra situazione personale.

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Bibliografia

Benini R. – I DISTURBI DI PERSONALITA’ – Ed. Pendragon

Beren P. – IL NARCISISMO NELL’INFANZIA E NELL’ADOLESCENZA – Armando Editore

Ciaramelli F. – LA DISTRUZIONE DEL DESIDERIO. IL NARCISISMO NELL’EPOCA DEL CONSUMO DI MASSA – Ed. Dedalo

Dimaggio G. – L’ILLUSIONE DEL NARCISISTA. LA MALATTIA NELLA GRANDE VITA – Baldini&Castoldi

Kernberg O. F. – NARCISISMO, AGGRESSIVITA’ E AUTODISTRUTTIVITA’ NELLA RELAZIONE PSICOTERAPEUTICA – Cortina Raffaello

Kernberg O. F. – IMPEDIMENTI ALL’INNAMORARSI E AL RESTARE INNAMORATI – in AA. VV., – CAPACITA’ DI AMARE – Bollati Boringhieri.

Racamier P.C. – LE PERVERSIONI NARCISISTICHE – in  IL GENIO DELLE ORIGINI – Cortina editore.

 

 

 

 

 

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