studio psicologia e counseling milano amo due persone

AMO DUE PERSONE. CHI SCELGO?

Amo due persone. Chi scelgo? – Essere combattuti tra due amori può dar vita ad un conflitto lacerante. Come capire chi si ama davvero?

Amo due persone e non so scegliere – Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psicologico Milano con la counselor professionista Dr. Francesca Minore, qui ci interessa esplorare la condizione di dover decidere tra due sentimenti ugualmente intensi per capire come effettuare la scelta.

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Amo due persone…

sì ma… chi di più? La risposta però fatica ad arrivare. Si resta combattuti e sfiniti dall’analisi dei pregi e dei difetti di uno/a e dell’altro/a senza giungere al punto.

Accade perché la razionalità non sempre è in grado di rintracciare la natura dei sentimenti. La risposta non è pertanto accessibile da quella via. Possono essere infatti motivazioni inconsce a determinare ciò che proviamo. Analizziamole nel dettaglio:

1. Sogno l’amore ideale

Amo due persone molte diverse tra loro –  Qui è la loro complementarità a generare l’incastro. Succede per esempio, quando una appassiona e l’altra rassicura. In questi casi chi ama ricerca l’esperienza totalizzante dell’amore idealizzato. Quello in grado di soddisfare ogni bisogno affettivo. Purtroppo però tale ricerca non potrà mai avere buon esito, in quanto l’ideale non si concretizza nella realtà.

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Che cos’è l’amore idealizzato? E’ quello che origina dagli attaccamenti della prima infanzia. Il bimbo molto piccolo sviluppa un’immagine mitica dei genitori. Li percepisce eccezionali, onnipotenti, perfetti. Con la crescita, ed in special modo nell’adolescenza, matura poi la coscienza dei loro limiti. E tale consapevolezza lo traghetta nell’età adulta, ossia quella in cui il rapporto con le figure di riferimento diviene realistico, basato cioè sull’accettazione della loro imperfezione.

L’amore idealizzato da adulti nasce allora dal desiderio di perpetuare quella mitica età dell’oro. Perché la si è vissuta intensamente o, al contrario, non abbastanza. Per questo non si riesce a decidere. Perché non si è disposti a rinunciare all’illusione del legame perfetto.

Che fare?

Accettazione è la parola chiave. Si deve accettare che ogni persona, anche quella che sceglieremo, ha delle carenze con cui dobbiamo fare i conti. Si deve accettare che la persona in grado di soddisfare tutti i nostri bisogni non esiste. Sembrano concetti scontati ma non lo solo. Per giungere a tale consapevolezza è necessario infatti aver risolto il passaggio evolutivo di cui sopra. Aver dunque elaborato il lutto per la perdita del mondo ideale dell’infanzia ed accolto quello reale, in cui ogni adulto può contribuire solo parzialmente alla nostra felicità. Qualora non ci si senta pronti a prenderne atto, un breve percorso di counseling può supportare la persona a chiudere i cerchi aperti col passato e finalmente sciogliere l’indefinitezza fastidiosa che l’incapacità a scegliere comporta.

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2. Scegliere mi spaventa

Amo due persone perché ho paura di compiere la scelta sbagliata. – Ciò che paralizza è la paura. Di cosa? Per esempio del cambiamento. Decidere comporta infatti l’uscita dallo stallo per vivere una storia d’amore a tutti gli effetti. Ed è proprio l’ansia del nuovo, il non poter esercitare nessun controllo su come svilupperà la relazione, che trattiene la persona dall’effettuare la scelta.

In altri casi la paura si declina come timore della delusione o del fallimento. Infatti realizzare un progetto vuol dire calarlo nella realtà, ridimensionarlo, fare i conti con il rischio che le cose non vadano come sperato o che l’altro si riveli diverso da come ci si aspetta. E questo per alcuni risulta inaccettabile.

Che fare?

Quando è la paura del cambiamento a determinare l’incapacità a decidere, è utile lavorare sulla capacità di confidare nelle proprie risorse, nell’abilità a tutelarsi o porre rimedio.  Lo Studio Psicologico Milano offre il sostegno necessario a sviluppare l’autostima e la fiducia per sostenere le proprie scelte, intervenendo a potenziare le risorse naturalmente insite nella persona.

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Quando è la paura del fallimento ad impedire la scelta, spesso l’origine del problema risiede nel modello educativo ricevuto. Il messaggio trasmesso riguarda il divieto a commettere errori, pena un drastico calo dell’autostima. Non sempre tale convincimento è stato comunicato verbalmente. Lo si può aver appreso dall’esempio degli adulti o da riferimenti impliciti ormai introiettati. Per tornare a vivere e rischiare, è però utile recuperare le convinzioni disadattive (per es. non posso sbagliare) e trasformarle in valori positivi che consentano di compiere scelte accettando le incognite.

Paura della delusione. Una disillusione col sapore del disincanto e del vuoto emotivo. Che si teme fortemente di non aver la forza di superare.

In tutti questi casi, un buon intervento di counseling  come quello offerto dallo Studio Psicologico Milano, consente di incrementare autostima e fiducia ed aiuta a divenire basi sicure per se stessi, ossia capaci di reggere ogni tempesta dell’esistenza. Apprendere tali abilità significa conquistare la libertà di scegliere senza temere il rischio inevitabile del vivere.

3. Non voglio scegliere

Amo due persone perché non voglio confrontarmi con la responsabilità. – Pensiamoci, rimanere nell’indecisione comporta stress ma anche qualche vantaggio. Quale? Di non scegliere per esempio. Succede quando resistiamo a quello che sappiamo essere vero amore. Un paradosso? Niente affatto. Piuttosto un meccanismo difensivo dettato da bisogni inconsci: si ha coscienza che una delle due persone potrebbe dare la felicità, ma si temono le conseguenze. Se non funzionasse, non rimarrebbe infatti che confrontarsi con la propria incapacità a stare in una vera relazione.  Il che implica pienezza, ma anche la capacità di mediare, la necessità di comunicare, di aprirsi, di rispettare l’altro/a e l’impegno assunto nei suoi confronti. In una parola implica responsabilità. Riconoscere di non saper esserlo, responsabili, è ciò che si vuole evitare. Non si è pronti ad affrontare la propria verità. La scelta, consapevole o non, di coltivare due amori in contemporanea, può rappresentare allora la miglior via di fuga.

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Che fare?

F. Perls asseriva che diventare adulti vuol dire esser capaci di response-ability, ossia dell’abilità a fronteggiare gli eventi sapendo gestirli, senza fuggirli. Quando si sente di non esserne in grado, di non saper reggere la frustrazione, i momenti di difficoltà o il confronto difficile con se stessi, si prova un senso di sconfitta e inadeguatezza. Certo si può occultare il proprio sentire trincerandosi dietro la maschera del seduttore/trice, ma lo si vive comunque nel profondo. Per potenziare autostima e fiducia in se stessi, è necessario allora comprendere per quali ragioni ci si è arenati in uno stadio dell’esistenza governato solo dalla ricerca del piacere. Che sarà pure una cosa bella, ma alla lunga genera vacuità ed infinita insoddisfazione. In questo quadro, chiedere aiuto può rappresentare il primo passo per cominciare a vivere autenticamente con se stessi, gli altri e l’amore.

4. Paura dell’abbandono

Amo due persone perché non sono disposto a perdere nessuno di loro. – Una persona che abbia vissuto esperienze di abbandono o lutto; che abbia sperimentato nell’infanzia attaccamenti precari ed inconstanti, difficilmente vuole rivivere quell’acuto dolore. Anzi, è possibile che trascorra l’esistenza mantenendosi saldamente ancorata ai suoi legami affettivi e che viva nell’ansia costante di perderli. Una paura giustificata dall’aver constatato che gli strappi in amore sono possibili. Per questa ragione e per il terrore di confrontarsi con un potenziale abbandono, mantiene lo status quo, pur vivendo con disagio la precarietà della situazione.

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Che fare?

Chi ne ha fatto esperienza, conosce bene la sofferenza che l’abbandono comporta. L’angoscia costante che accompagna le persone incapaci ad accettare di essere lasciate è determinata dal non aver superato correttamente quell’antico lutto affettivo. Quando accade, rimangono inconsciamente attivi i contenuti emotivi associati al trauma. Dei veri e propri residui di dolore che minano la serenità anche nel presente. Ci riferiamo a convinzioni del tipo “non sono amabile” “tutti mi lasceranno” “l’amore è inaffidabile” “devo stare all’erta o rimarrò solo/a” ecc. Finché sarà guidata da questi schemi mentali, la persona continuerà inconsapevolmente a boicottare la sua felicità. Un buon intervento di counseling come quello offerto dallo Studio Psicologia Milano, permette di ricevere il supporto necessario ad elaborare le antiche ferite, per tornare a vivere l’amore senza ansia e rinnovata fiducia.

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5. Sono pronto/a ad amare?

Vorrei scegliere, perché non riesco? – In ultimo, il caso in cui non si è pronti a vivere una storia d’amore esclusiva. Lo si vorrebbe, ma qualcosa di indefinito lo impedisce. Accade quando si è ancora vincolati agli attaccamenti del passato. Il che non è necessariamente evidente. Perché le richieste affettive dei propri cari non sono sempre esplicite, qualche volta nemmeno consapevoli da parte loro. Tale dinamica è però disfunzionale. Comporta infatti che si fatichi a recidere il cordone ombelicale e ad esprimere in autonomia la propria identità. In questo quadro, amare due persone genera un impaludamento che favorisce lo stallo, perpetrando di fatto una situazione di dipendenza dal contesto familiare che blocca la crescita e la realizzazione di sé sul piano affettivo.

Che fare?

Sciogliere i legami di dipendenza, ormai asfittici in età adulta, non significa romperli come molte persone temono. Un buon intervento di counseling consente infatti di essere supportati nella trasformazione della dipendenza affettiva in una relazione finalmente tra adulti. Il che produrrà un maggior senso di sicurezza ed autostima, oltre al permesso di realizzare in libertà i propri progetti di vita.